A112 JUNIOR


PROLOGO ®
6 gennaio 1989. Epifania. 20 cm di neve sulle strade. Il mezzo e' parcheggiato al limite della discesa della ''Guardia Forestale'', che imette in Provinciale, per batteria ormai rantolante o inerte da giorni. Con cipiglio eroico, il Gra mette la seconda e lascia pattinare presumendo che il freno motore, rilasciata la frizione faccia il resto....La discesa presenta una curva a S che, non osservante delle leggi fisiche di trazione, unite alla consistenza del fondo nevoso traccia un percorso rettilineo con punto di impatto alla prima gobba del tornante. Sotto una nevicata consistente in un silenzioso mattino grigio invernale...il

Gra scende dal sofferente ammasso di ferraglia....Osserva per l'ultima volta nei fari la compagna di 6 anni di scorrerie...Sposta il poncho sulla spalla...Mentre sulle tese del ampio cappello la neve cade lieve, il fumo del sigarillo si mischia alla luce bianca del paesaggio facendo socchiudere lo sguardo, quasi infastidito dalla luminosita' del circondario...Estrae la colt 45....Un'ultima occhiata commiserevole, ricambiata dalla richiesta della metallica amica di porre fine all'agonia...Uno sparo secco...Nel cielo, stormi di corvi bercianti fuggono senza meta e la stessa Befana al ritorno, ha un sussulto, dopo una nottata a recapitare presenti a destra e manca....La mia prima macchinina, un 112 Junior con capottina nera passa a miglior vita. Il primo amore non si scorda mai. Ieri sera, parcheggiato fuori dalla farmacia vedo un 112. Erano anni che non ne vedevo uno da vicino.....Un turbine di ricordi mi catapulta al 1983...Fu la mia prima vettura. Terza mano. Tenuta da Dio nonostante 54.000 km e tre proprietari. 900 di cilindrata. Non era un Abarth...ma era mia. In quegli anni si usciva almeno in 4 per macchina. Io avevo il Dodicino...Il Pippo il 128 con il pelo sui sedili e il volante, la targa legata col fil de fero e 300 milioni nel cruscotto....Il Pac un Fiestino blu, 900, sempre pulito e profumato. Il mio dodicino....Sempre gomme ricoperte, nessuna cintura, ne poggiatesta. Uno stereo con le manopole, senza autoreverse ne radio... perche' l'antenna faceva pagare il bollo...Io il bollo per l'autoradio non lo pagavo. In 5 nell'abitacolo, su per i 18 km del lago Delio...in Val Veddasca...Pendenza 20 per cento....Tra colpi di tosse del motore e nuvole di fumo bianco dalla marmitta... Con 4 gomme liscie sulla Valganna innevata, per andare a prendere la morosa che usciva da scuola a Varese...Ci misi quasi 2 ore a fare il viaggio di ritorno. Una sola volta in autostrada, per un Inter - Sampdoria dove vidi segnare il Kalle....Parcheggiai distante da San Siro e girammo a zonzo per parecchio prima di ritrovarla...Mesi di allenamenti, tre volte a settimana per andare a Porto Valtravaglia con un sogno da inseguire. La capottina mi rendeva figo...figo tipo beach boy, quando d'estate scorazzavo per il paese con l'aria tra i capelli, Howard Jones nell'autoradio e poggiavo la mano sul bordo del tettuccio aperto....La stessa capottina che lasciava trafilare acqua quando pioveva...Ricordo una domenica pomeriggio che tornando dal Mulino, (la discoteca di Laveno dove trascorsi il periodo ante Naia dal 1980 al 1984 ) io e il Pibe caricammo due sgallettate che sotto la pioggia facevano l'autostop...Ad un certo punto mi accorsi che per tutto il viaggio erano rimaste inarcate sul sedile dietro senza poggiare il culo...L'acqua che trafilava dalla capottina aveva bagnato tutto il sedile posteriore... Figura di meeenta. Bianca, personalizzata al punto giusto....Un adesivo di Joe Falchetto sul baule...ma identica, sputazzata come quella della foto...Fidato cavallo di ritorno, dalle licenze da Naia, quando preannunciavo a casa il mio arrivo e mio cognato la sera precedente la lasciava parcheggiata davanti alla stazione dei treni...Alle quattro del mattino..con le chiavi di riserva sentivo il suo nitrito all'accensione e impennando tipo Zorro, masticavo i km che mi riportavano per qualche giorno nella mia vita borghese....Ricordo le notti che trascorsi in ospedale per mio padre nel 1986, appena operato al colon retto. La mattina all'albeggiare sfrecciavo verso casa percorrendo i 17 km in 12 minuti....prima che la strada congestionasse di lavoratori e studenti. Ricordo la prima volta che la trovai violata...Quando durante una notte nevosa mi rubarono stereo, cassette, oggetti personali e trovai tutto l'ambaradan buttato a casaccio nell'abitacolo...Destino preventivabile e rivissuto tre volte, per chi non ha mai avuto un garage, in un paese dove randa, tossici e fancazzisti, in quegli anni ti facevano sentire come abitassi nel Bronx. Torno al presente...Il 112 e' un Elegant blu..ma talmente minuto rispetto alle vetture intorno che ti chiedi come ci stavamo in 5. Forse il mondo stesso era piu' piccolo, forse le nostre pretese erano piu' piccole...o forse eravamo noi ad avere la capacita' di trasformare in grande anche cio' che era piccolo.     

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