PER ''GELBA''...CIAO SILVIO, SCUSA IL RITARDO.


Ciao Silvio. Scusa il mio ritardo. Apparteniamo ad una generazione che solo tre anni di differenza ergevano una parete divisoria tra adolescenza e età adulta. Per cui, per me, con la considerazione di quegli anni, per chi era più grande, tu eri già di un altro mondo. Non ci siamo mai frequantati con assiduità, se non nei ritagli di tempo di frequenza al Bar Tre Valli. Poi tu eri Milanista sfegatato...Io Interista..e oltretutto ero già più proiettato verso una visione calcistica Internazionale...Per cui, non ci scontrammo mai in diatribe verbali campanilistiche. Entrambi odiavamo la Juve e gli Juventini. Furono gli anni che entrambi ci appassionammo al gioco del biliardo. Solo da poco tempo, tramite i tuoi post su FB, mi ero accorto che tu quella passione la portasti avanti nel tempo. Mamma Mia...Quante partite sul biliardo del Tre Valli. Un biliardo lento, senza riscaldamento, ma era il nostro terreno di casa...Poi...Arrivò ''l'Angolo.'' Ecco, voglio partire da lì. Dalle interminabili partite fino alle 4 del mattino, al primo ''L'angolo'', il bar all'avanguardia che nell'86 ci scombinò le serate. Quello che oggi da un pò, ha cambiato per l'ennesima volta gestione. Ma mai e proprio mai entrerà nella storia, come bar alternativo, come fu quello di quasi 35 anni fa. Ricordo le serate di inverno che quando chiudeva il Tre Valli alle 22.30, se non restavamo dentro a giocare a carte, dirottavamo all'Angolo. Facevamo mattina. Io, Te e Mareo..I biliardi riscaldati per noi erano una novità. Spesso ci accontentavamo di sbirciare i ''boss'' della stecca, che come in una bisca clandestina, monopolizzavano i biliardi. Quelli che ogni partita mettevano i 50.000 lire  in buca. Quelli che facevano le gare. Quelli con gli anelloni d'oro massiccio. Il Tre Valli  fu un legante per tante generazioni. La vicinanza del Tre Valli al parco delle Rimembranze, ha fatto si che una miriade di generazioni si confrontasse. Un via vai di ragazzi che facevano il pit stop con ghiacciolo, bottiglietta d'acqua, lattina di Coca...erano gli anni che nessuno buttava rifiuti a terra al parco..Perche' per noi era sacro. Ricordo le tue quotidiane fughe, per comprare le Merit al Tre Valli. Entravi, salutavi e scappavi. Ricordo quando invece entravi, guardavi l'orologio e dicevi...''Dai, una scopetta ci sta, poi devo andare dalla Giuli.'' Ricordo poi i pomeriggi interi che arrivavi e dicevi: ''Ok oggi possiamo fare andata, ritorno e bella.''  Eri sempre di corsa. Ma quanti giorni ho condiviso con te. Sia come socio di carte, che come avversario, che come avversario di biliardo..Anni Silvio...Anni e anni...Ricordo quando ancora le TV a pagamento non avevano ancora ucciso il calcio dilettantistico. Quando la gente non era rintanata in casa o nei bar a guardare Tele+ o Stream e andava a vedere le partite della squadra del proprio paese. Ho giocato per anni e tu non mancavi mai la domenica. Spesso buttavo l'occhio e mi chiedevo...''Strano Silvio ancora non c'è''...Fosse Ferrera, Cassano e poi il campo di via Rossini. Magari arrivavi in ritardo. Ti vedevo, arrivare trafelato, con la tua Merit in bocca, tenere banco e far caciara con chi aveva gia' preso posto. Sei stato uno dei più presenti nella storia dell'FC Cunardo..e poi al lunedì ne discutevamo insieme, natiralmente al Tre Valli e mi facevi sempre i complimenti se avevo segnato. Perchè amavi lo sport e sei sempre stato un uomo di sport. Ricordo quando da ragazzino, avrò avuto 10-11 anni, le sere d'estate, dopo cena, invadevamo in massa il tiro al piattello, perchè Cunardo ancora non aveva luoghi per giocare a pallone. Eravamo in metà di mille in quel prato con l'erba alta a rincorrere un Super Tele. Tu eri già avanti. Venivi su con la Giuli credendo di trovare un po' di intimità, senza immaginare che avresti trovato il mondo. Ci sembravate già così grandi. Ricordo quando il Tre Valli era il punto di partenza per le vostre trasferte di pallavolo. Un via vai di persone che si stipavano in macchinate per andare a giocare fuori via. Tu tenevi sempre banco. Eri il centro dell'ambaradan. Ricordo quando le sere che il Tre Valli chiudeva alle 22.30 e ci sedevamo fuori, sugli scalini del Cerutti. A fianco a dove ora c'e' la pizzeria da asporto. Stavamo lì fino a notte inoltrata a raccontare storie e episodi. Ridevamo spensierati. Tu con la mano davanti alla bocca, quasi a voler mascherare ciò che vresti raccontato, narravi episodi da scompisciarsi, erano le serate che io intrettenevo il pubblico ''cacciato'' dal Tre Valli, con le strampalate vere storie accadute a Pippo...Passavano immancabilmente i carabinieri. Ci chiedevano i documenti. Poi ricominciavamo nel nostro narrare. Dio, erano gli anni 90...Tiravamo oltre mezzanotte e nessuno si è mai lamentato.  Sai Silvio. Non ci siamo mai frequentati. O per lo meno non abbiamo mai fatto un'uscita insieme organizzata. Ma abbiamo condiviso tanti anni. Tanti momenti. Tanti frammenti di tempo e di stima reciproca, che ora non posso proprio pensare che non ci sarai più. Questo pensiero vuole essere una dedica. Un mio modo di ricordarti. Vuole essere la conferma di quello che in questi giorni chi ti ha ricordato, ha scritto di te. Che eri una persona speciale e che meritavi dalla vita, davvero tanto, tanto di più. Ho avuto tante mancanze nella mia vita ormai. Ma credo che anche di te sentirò la mancanza. Buon viaggio, carissimo Silvio.  

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