CIAO GIULI....NON HO PAROLE...

Ciao Giuli...Questa foto e' emblematica. E' quello che tu sei stata per me...Per tutti noi bambini che convergevano nel tuo cortile, ogni pomeriggio dopo la scuola. Io dovevo solo fare qualche passo, dovevo solo attraversare un cunicolo che collegava i nostri cortili. Che risparmiava tempo e metri. Nel tuo cortile ho trascorso l'infanzia. Un'infanzia spensierata e felice. Pomeriggi interi. Pomeriggi a giocare a biglie. Come in una infantile bisca. A ''ciccare''...a ''spanna''...o a ''cicca e spanna''...In un pezzeto di terra battuta di neppure due metri, rubato agli ultimi sassi tondi della rizzata del tuo cortile, che ogni giorno spazzavamo per renderlo liscio e pulito e fargli correre le biglie di vetro colorate. Eravamo la meta' di mille in quei pochi metri quadri. Tutto il circondario, provenienti dalle corti del Cantun Merda.  Io, Sandro, Andrea, Tonino, Gerardino, Mimmo, Giamma, Massimiliano, Angelo, Pinuccio, Flavio e anche qualche femminuccia...Arrivavamo con i nostri barattoli della Sammontana, colmi di biglie vinte nel tempo..Tu eri parecchio più grande di noi. Un po' parecchio piu' grande di noi. Eri poco meno della mia sorella Rosi. Eri la padrona del cortile pero'...Eri un maschiaccio. Anche tu avevi il tuo malloppo di biglie. Tu eri il nostro capitano, la nostra guida. Quando non giocavi ti limitavi a controllare che non salissimo sulla cascina. La scala a pioli di legno era un po'alta e pericolosa. La Egloge non voleva. Ma qualche volta di nascosto ci sono salito. Spaziavo tra il fieno e la legna accatastata. Oppure sempre per curiosare, passavo nella stalla e uscivo dove c'era il tuo orto. Ho tanti sprazzi di un grande affetto nato per te da bambino. Di una cara e affettuosa amicizia durata nel tempo e basata su ricordi gioiosi e spensierati. L'ultima volta che che ti vidi fu per la festa del paese. L'anno scorso. Il 2021. Ti presentai Crì e tu da brava chioccia...le dicesti...''Mi raccomando..Trattamelo bene..'' Inevitabilmente parlammo dei tempi che furono. Della nostra infanzia. Della Egloge e del Valentino. Il Valentino...che era stato il migliore amico del mio papa'. Il Bepi lo ricordava spesso. La sua scomparsa fu causa di gran dolore per lui.  Me lo ricordo ancora. Quando passava per il mio cortile per andare nell'orto. Il Valentino sembrava un attore americano degli anni 40. La Egloge mi porto per la prima volta a funghi. Avevo forse 11-12 anni...''Graziano fegato sano''....mi chiamò sin da bocetta e non smise mai di farlo, nel tempo...Io non sapevo che a funghi si andava il mattino presto. Ero abituato a spaziare per i boschi dopo la a scuola. Quella mattina erano le cinque. Era buio pesto. La Egloge aveva i suoi posti...Mi dissero che le Egloge non portava nessuno nei suoi posti cosi' mi sentii un privilegiato. La Egloge, non ricordo che mandò mai via un bambino dal cortile. Eppure dovevamo essere davvero una masnada vociante di scavezzacollo. Mi dicesti che spesso avevi aiutato mia mamma a fare i ''tic e tac''...Che poi lei per contraccambiare ti invitava a casa nostra la sera a mangiare la pastasciutta...''Che buona...Io ero felice quando la Clara mi invitava per la pastasciutta...''...mi dicesti. La nostra amicizia si diradò oltre che per il tempo, anche per la costruzione di un muro. Non era quello di Berlino però. Il Cunicolo fu murato. I nostri cortili non poterono più comunicare. Ricordo le domeniche mattina anni 70...quando invece di andare a messa venivamo in massa nella nuova palestra appena rifatta, a vedere la Pallavolo Cunardo femminile. Sognavamo ammirandovi. Eravate tutte bellissime per i nostri occhi di ragazzini alle prese con i primi turbamenti. Ci sedevamo per terra. Con la schiena contro il muro. E facevamo il tifo per voi. Vi ricordo ancora quasi tutte. Tu. La Raffaella, l'Antonella, l'Ambrogina, la ''Dedo'', la Fiorenza Asara, la Polita..e altre che ora per confusione non mi si materializzano nella mente....Eravate le nostre eroine della domenica mattina. Ultimamente mi sono capitate tra le mani le foto del matrimonio della Rosi. Non me le ricordavo e rivederti in quel contesto mi ha emozionato tanto. Eravate molto amiche tu e mia sorella. E' incredibile come a solo 18 anni eravate gia' donne in quegli anni 70. Eri bellissima allora ed eri ancora bellissima l'anno scorso, quando ti ho rincontrata. A distanza di quasi 50 anni. Mi mancherai Giuli. Mi mancherai tanto. Col tempo mi sono assuefatto ormai alle mancanze..Imprevedibilmente, le scomparse di figure che hanno fatto parte della mia vita e che non avrei mai immaginato di perdere così presto, mi hanno reso insensibile, rassegnato, freddo e consapevole della mia impotenza. Poi, ci sono presenze che hanno creato nel tuo cuore un angolino che tu non vorresti mai vedere vuoto e che ti riaccendono le emozioni, i sentimenti, la confusione e l'incapacità di trovare risposte al senso della vita quando se ne vanno. Non lo avrei mai pensato, Giuli. Era ottobre cavoli. Ora che so che non ci incontreremo più sono davvero triste. Ti voglio bene. Salutami la Egloge e il Valentino.

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