Sono anni ormai che Cunardo non vive più il calcio. Non lo vive come protagonista...non lo vive come spettatore...Il calcio di paese...Quello ruspante. Quello fatto in casa. Quello fatto di famiglie, di amici, di amicizie incondizionate che ogni domenica ti seguono ovunque...Sono lontani nel tempo quei momenti delle cene post partita davanti a una piccantissima pasta alla messicana, dall'Antonio Bacilieri, nel Ristorante Risorgimento, per guardare insieme 90esimo minuto e i gol di quelli piu' bravi di noi... Dall'Amalia insomma. Tra ex alpini ''storti'' della domenica sera, o giocatori di scopa urlanti. Una fauna da osteria nella norma..Ma tutti però..che come entravi nel locale...Ti facevano un'unica domanda...''Si fai? Ev' vinciù?''..Cosa avete fatto?...Avete vinto?...Ma forse sto andando troppo lontano nel tempo...
Erano gli anni 80...Era quel calcio di paese che dalla fine dell'estate, all'inizio della primavera successiva, coinvolgeva chi in strada, chi in campetti improvvisati, chi in campetti degli oratori o in campi sportivi Comunali, appassionati calciatori, con famigliari regolarmente al seguito, con figli e qualche nipote, i cui nonni un giorno avrebbero raccontato loro le gesta vissute in tornei provinciali o nelle finali di campionati..a cui avevano partecipato da protagonisti..Voglio precisarlo. Niente di pretenzioso...Fu puro calcio di provincia. Erano gli anni 80 e la fiaba a Cunardo era iniziata da pochi anni.. Il calcio nel frattempo è cambiato, è cambiato proprio tanto...addirittura irriconoscibile direi. Proprio sin dai livelli piu' bassi. Le televisioni hanno distrutto il calcio dilettanti. La gente preferisce solo guardarlo, pagando abbonamenti in streaming, davanti ad una pizza scadente consegnata a domicilio. Neppure più la frittatona di cipolle fatta in casa, con Peroni ghiacciata, in canottiera, mutande giallo-marrone, rutti e scoregge in libertà di Fantozziana memoria...Ormai anche quella è obsoleta e superata....Erano gli anni che un' Italia-Inghilterra la aspettavi col batticuore...Erano gli anni che era ancora una sfida sentitissima.. Erano gli inventori del calcio. La aspettavi ancor più che non la patetica finale dell'Europeo del 2021. Patetica perchè, una finale, qualsiasi che sia, non puo' essere mai decisa ai rigori. Va rigiocata. Ma oggi comandano le TV ormai. E' diventato business a 360 gradi. Bussiness per chi lo gestisce...per chi lo interpreta...per chi lo ''assume''...e per chi lo subisce...Cunardo ormai non ha piu' una realtà calcistica paesana da anni...Quando nel 1999, la fusione con Cugliate e Marchirolo, che sarebbe sfociata nella fondazione dell'Union Tre Valli, ci obbligò a salvaguardare un materiale umano sempre meno appassionato, pian piano, l'identificazione coi confini del paese andò sempre più scemando. Tutto si sposterà tra Marchirolo e Cugliate...Solo la nostra rinomata Scuola Calcio...per qualche anno sopravviverà entro i confini del nostro comune. Quando poi il Marchioretto..ci lascerà..fu come l'annuncio di un trasloco definitivo della nostra storia calcistica. Una cessione delle armi. Cunardo non vivra' piu' pomeriggi gloriosi sul campo di casa. L'acerbo campo di Via Rossini. Inseguito per 30 anni. Inaugurato nel 1995 e morto dopo soli 20 anni. Compreso il periodo CSI. La Cunardo calcistica, sopravviverà, ''arrancando'' splendidamente in tornei CSI..in cui otterrà ottimi risultati per qualche stagione...anche a livello Regionale..sfiorando le glorie Nazionali..Furono risultati effimeri che non basteranno a rendere continua la rinomanza del calcio in territorio Cunardese. Creerà solo decine di posticci ''bomber'' da calcio a sette...Bomber per moda..Eroi per un giorno..Eroi per le birrate da terzo tempo, ma mai nominati nei ricordi del calcio Cunardese che fece epoca. Ma ricordatelo. L'Union Tre Valli è la fusione tra Marchirolo, Cunardo e Cugliate. Quindi...quando qualcuno vi chiederà: ''Ma Cunardo..ha una società di calcio?..Rispondete: ''Certo che sì. E' a Cugliate e Marchirolo.''... La golden age del calcio a Cunardo ebbe inizio con la fondazione del FC Cunardo. Era il 1974. Non ci fu bisogno di attingere a stranieri o sconfinati...In quegli anni la fame di pallone nel paese era immensa. Bastava un manifesto che annunciava una leva calcistica. A Ferrera naturalmente. Il
Wembley per antonomasia del calcio provinciale. ''Se non hai mai giocato a Ferrera...non puoi dire di aver giocato a calcio..''. Ci fu gente che da ragazzino, a scuola, si bullava di giocare nell'FC...e non aveva manco mai fatto un allenamento. Tanto chi lo sapeva?..Chi lo poteva provare?...Faceva figo. Cunardo in quegli anni latitava in quanto a luoghi per praticare sport. Quando l'FC nacque, iniziò un vero e proprio pellegrinaggio. Per anni fu un continuo mendicare ospitalità e usufrutto di terreni altrui. Da Ferrera a Cassano Valcuvia fino a Cuvio...In pratica l'FC Cunardo giocò sempre in trasferta dal 1974 al 1995....regolarmente..ogni domenica...per anni...Eppure la passione non crollava. Grazie anche ad un seguito di affezionati (mogli, fidanzate, morose, parenti e amici...) che ci supportò ovunque. Quando iniziai a giocare nel FC era il 1977. Primo anno di categoria allievi. Gino Marchioretto come allenatore. Avevo 14 anni. Mi trovavo delle domeniche, alle 7 del mattino fuori del Bar Tre Valli, seduto sulla borsa da gioco, per andare a giocare in trasferta alle 9....Perche poi alle 11 giocavano gli Under 20, mentre i pomeriggi erano appannaggio delle prime squadre. A volte si andava anche molto lontani da casa. Nel 1978, giocavo ancora la mattina negli allievi e spesso scendevo in campo anche nei pomeriggi, in prima squadra..2 partite in un giorno...''Ciavevo'' il fisico allora..Ma soprattutto avevo l'amore e la passione per quella palla. Dal 1978 al 1999, anno in cui smisi di giocare ed essere parte attiva nel calcio di casa nostra, passarono circa 25 anni, di cui 2 alla Casport a Porto Valtravaglia e gli ultimi due da allenatore. Furono gli anni che scoprii che il calcio cominciava a cambiare e purtroppo scoprii anche le ingerenze dei ''genitori'' invadenti.. Furono quelli che mi aprirono gli occhi. Gente frustrata che di calcio non capisce ** *****, spesso non lo ha mai praticato, ma solo visto in tv, crea solo problemi e sono mine vaganti sia per le società che per gli stessi figli...Mi arresi a quel calcio che stava cambiando anche in provincia. Le squadre scarseggiarono di materiale umano. I sodalizi di zona cominciarono a scarseggiare sia di fondi che di materiale umano per discorsi a lungo termine..Le società si fusero formando altre nuove società. Molte si ritrovarono in categorie superiori solo per lo scioglimento di storiche società...ormai al collasso. Mi arresi al fatto che anche se io il calcio lo posso insegnare, posso insegnarne le malizie..la tecnica..lo stare in campo, non posso trasmetterne la passione e l'amore.
1 Luglio 2022. Ristorante Monte Sole di Porto Valtravaglia. Sono passati 25 anni quasi. Nel frattempo ne ho passate di cotte e di crude come esperienze di vita personali. A volte ho dubitato anche dell'importanza del calcio nella mia vita. Lo ho banalizzato e rivisto con occhi più critici. Lo ho visto come solamente un gioco, un'opzione di vita a cui tranquillamente rinunciare. Poi però ti rendi conto che una partita è la sintesi stessa della vita. Un gioco di squadra, di coesistenza e di traguardi, che per 90 minuti ti obbliga a condividere con altri, le intese, le sofferenze, gli stessi scopi, gli stessi traguardi, le stesse gioie e le stesse amarezze. E come la vita, ti da serenità se chi hai a fianco la vive come te con gli stessi propositi e la stessa passione. Se cè intesa, complicità, rispetto. Se ha gli stessi scopi, le stesse ambizioni..la stessa convinzione. La mia vita calcistica ha abbracciato una fascia di 40 anni. Tra compagni e avversari. Ho iniziato giocando con persone con 20 anni più grandi di me e ho concluso
giocando poi, con ragazzi di 20 anni più giovani di me...Molti di loro avrebbero potuto calcare passerelle piu' importanti, altri per scelta e semplice convivialità, si sono accontentati di palcoscenici pane e salame... Tante facce, tanti episodi, tanti ricordi. Tante risate e tante incazzature, in campo e fuori... Ma una sola unica stima nello sguardo..e un unico meraviglioso ricordo per gli anni brillanti del FC Cunardo. Questo è stato lo spirito principale di questa rimpatriata. Chi ha risposto all'appello lo ha fatto con grande entusiasmo. Ma avremmo potuti essere anche 5 volte di piu'...Tutti consapevoli che dietro a questa occasione di riabbracciarci c'era uno scopo piu' lodevole. Questa sera, grazie a Marcello e Alberto abbiamo potuto ricordare quegli anni...raccontare di nuovo episodi vecchi e nuovi del nostro periodo a rincorrere un pallone...Ritrovarsi a ricordare questa sera, con tutti questi ex compagni di avventura, tanti momenti vissuti insieme, tanti episodi sportivi felici e amari. Ricordarli insieme, ma rattristiti, perchè tante persone che avrebbero ''dovuto'' essere qui con noi stasera, per cause di forza maggiore non ci sono più.. Dal Cuche al Gino Marchioretto..Dal Dino Vigezzi al Luciano Bonora..Dal Mario Foletti al Ghengi..Dal Franco Mondin fino al Francesco Piva, dal Gnuso al Domingo. E fino al Giò ''fiorista''...Il mio primo capitano in prima squadra. Il mio idolo in campo. I nostri sentimenti di questa sera li abbiamo dedicati soprattutto a loro. Questa festa è un dovuto omaggio a tutti loro, perche' senza di essi tutti quei momenti non sarebbero stati così emozionanti. E per me: dedico questa serata a quei 20 anni giocati, che mi son sentito orgoglioso quando vestivo la casacca del mio paese. Poi li dedico: all'odore dell'olio canforato che aleava negli spogliatoi prima delle partite invernali, li dedico al
rito del te fumante col limone tra un tempo e l'altro, al rito dell'appello dell'arbitro, alle docce post gara, quando ti liberavi degli indumenti di gioco, dello stress psicologico e sotto lo scroscio d'acqua che ti pioveva in testa, con le mani appoggiate al muro, sorridevi tra te e te, quando avevi segnato il gol della vittoria...Li dedico a tutti...Ma proprio tutti, tuttissimi, i miei compagni di squadra negli anni...Dai NAGC di Marchirolo...quando avevo 10 anni..fino alle nuove generazioni di quando smisi. Per una sera, stasera.. ho rivissuto ancora, quando durante gli allenamenti serali in inverno, si rincorreva il Gino per il paese...per una sera ho sentito la pioggia e i ghiaccioli di gelo infilarsi nel collo durante gli allenamenti, quando già assaporavi il tepore di casa, tornato dal lavoro, ma poi, di lì a breve dovevi uscire di nuovo...Per una volta ancora, ho sentito la neve fresca fino alle caviglie sbiancarmi le scarpette da calcio, quando d'inverno facevamo la partitella fine allenamento, senza righe e senza porte, unicamente per fare sciogliere piu' in fretta il bianco manto affinche la federazione non rinviasse le partite in primavera...Per una volta ancora ho rivisto i tramonti autunnali dietro il San Martino, quando tornavo dalle trasferte e sentivo la borsa sulla spalla che pesava di piu'...Mi sono rivisto quando le domeniche entravo al Bar Tre Valli, dopo la mia partita, appoggiavo la borsa e mi sedevo con una birra davanti e mi rilassavo guardando 90esimo minuto. Sentivo i miei muscoli che si rilassavano pian piano e l'acido lattico che trionfava. Momenti che in quegli anni non avrei mai immaginato che avrebbero potuto finire. Sono finiti nel 2003 per me. Ma battono nel mio cuore come se fosse solo ieri. Grazie FC Cunardo. Grazie a tutti..Ragazzi.




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