Dedicato a tutti i Combattenti e Reduci di Cunardo e a tutti coloro che sacrificarono la loro giovinezza, affinche' noi potessimo avere la nostra...
QUANDO RIORDINI IL GARAGE E...TI VIEN LA PELLE D'OCA...
Eccola qua...Ora mi emoziona...Fino ad anni addietro era un normale oggetto di uso comune che vedevo tra le mani del Bepi...Un oggetto che per Me non trasudava ne storia ne vita..Questa nelle foto e' la gamella...''gamela'' in dialetto di qua, del Bepi, mio papa'. In pratica la gavetta, in Italiano forbito.... Con Lei ha condiviso gli anni della guerra dal 1941 al 1943..Dal primo giorno, fino alla disfatta sul fronte Nord-Africano di El Alamein...Il Bepi, come migliaia e migliaia di ragazzi inviati a combattere a 19 anni e strappati ai loro Socials..ai loro smartphones..dentro ci consumava il rancio..Ci beveva. Ci faceva la barba...Ma poteva essere di altro uso piu' disparato... Quando la ho avuta tra le mani ho cominciato ad immaginare...A viaggiare con la mente. Immaginavo il Bepi, nel pieno della sua giovinezza...al riparo in una buca in qualche avamposto nel deserto Egiziano, mentre col cucchiaio rovistava nel pasto..E come Lui immaginavo miliaia di ragazzi, sparsi a cazzo lontani da casa. Chi in mezzo alla neve delle montagne, o sottozero nella steppa Russa. Chi sul fronte Greco o chi in Albania, ma sempre con la stessa gamella, arrangiarsi alla ben e meglio per poterla riempire con qualcosa di commestibile..Mi sono informato su Internet. Andate anche Voi a cercare cosa mangiavano, se mangiavano.. i nostri padri, o nonni, o bisnonni al fronte..Fatevi incuriosire...E capirete perche' per loro cio' che ''si puo' mangiare'', e' sacro e non va mai sprecato. ''Lei'', la gamella, lo accompagnera' anche in Inghilterra, dove vivra' gli ultimi tre anni di conflitto..in un campo di prigionia, come POW...Prisoner of War fino al 1946. Anche li'..senza smartphones, Instagram, Facebook...e cazzarola neppure Wazzap...Davvero una prigionia eh?! Quando in TV vedo i documentari sulle due guerre mondiali...e vedo questi soldati....cosi' vecchi..cosi' temprati..cosi' gia' spremuti dalla vita..ora mi stupisco.... Io, fino a qualche
anno addietro ero quasi convinto che la guerra la avessero fatta persone di 30-35 anni...Invece ne avevano tutti tra i 18 e i 24. E sta cosa ora mi mette tristezza e angoscia..dolore e tanta immedesimazione. Cosi' come la guerra del Vietnam..Cosi' come tutte le successive guerre. Tutte persone a cui e' stata rubata la gioventu'. Per disegni piu' grandi di loro. Da persone senza scrupoli, per strategie politiche di sorta. Questa gamella era in un cassetto del tavolo da lavoro del Bepi..nel suo ultimo laboratorio prima che diventasse il mio ripostiglio garage. In pratica, Lei, prima che nascessi Io, aveva gia' 22 anni. E' sempre stata parte dell'arredamento del suo laboratorio. Ha sempre contenuto, viti, dadi, bulloni, ranelle....da che il Bepi decise di diventare ''il ciclista'' di Cunardo. Colui che ad ogni pit-stop della tua bici, ci metteva mano per rimetterla in condizione di sfrecciare per le vie di Cunardo e comuni limitrofi...e farti tornare a pedalare senza pensieri. Alla gamella, manca la parte superiore...Quella col manico pieghevole...Saltera' fuori. E' in giro, in qualche subdolo meandro del garage. ''Il gamelìn''.... Il Bepi lo uso' regolarmente fino a che se ne ando', nel 1993, per il suo rito della barba del venerdì. Sul tavolo della cucina, dopo cena, tirava fuori il suo specchietto col gambo. (Proprio, proprio, quello della foto. E' piu' vecchio di me pure Lui...Anche Lui viveva in garage...) Riempiva ''il gamelìn'' di acqua bollente... Caricava il suo rasoio. Di quelli col manico a vite, che svitando, si aprivano le sue due sezioni superiori, per collocare la lametta. E anche una volta usurate non le gettava. Le spezzava a meta' e le adoperava per grattare le cameredaria delle bici e renderle piu' porose prima di rasarle con la carta vetrata fine fine... e poi mettere il mastice e riparare le forature. Ogni venerdi', davanti allo specchietto...con asciugamano a mo' di bavaglino intorno al collo...in maglietta della salute beige a manica lunga...apriva la confezione rossa a vite di ''sapone'' da barba e cominciava a masturbare il pennello sul sapone solido...Quando creava la schiuma cominciava ad insaponarsi il viso..fissando lo specchietto...Ho cominciato a farmi la barba forse a 8...9 anni...Mi sedevo di fianco a Lui ed eseguivo il suo rito...Il Bepi aveva due rasoi...Mi dava quello senza lamette. Lo imitavo...Mi insaponavo tutto gasato...Poi mi passavo il rasoio togliendo tutto il sapone dalle guance..dal collo..da sotto il naso..Giravo lo specchietto per osservarmi...Mi piaceva rivedere la mia pelle rosa sotto le scie fatte col rasoio...Finivo passandomi un asciugamano e mi sentivo un ometto...Vedevo il sorriso compiaciuto del Bepi..Mentre giocavo a radermi, intanto, sentivo il rumore delle lamette sul viso di mio padre...Quel raspare sincopato sulla pelle...poi quel sciacquare il rasoio nel ''gamelìn''..e vedere i peli della barba, mischiarsi nell'acqua con il sapone e pian piano vedere che diventava grigia...Spesso cerco di ricordarmi quando cominciai a farmi ''veramente'' la barba...Non ne ho un ricordo..Ricordo perfettamente l'anno di naia...Era obbligo quasi ogni mattino...Ma con precisione non saprei dire quando cominciai davvero a radermi. Prima di postare la foto, ho ripulito e grattato per bene la ''gamela''...Le ho dato un tono piu' signorile. Ha tanti anni sulle spalle. Tantissimi, passati in un garage. Ma i primi 5 di vita hanno sicuramente segnato anche Lei. La ho sempre vista incrostata. La ho ripulita ed e' stato emozionante immaginare di aver tolto anche resti di sabbia del deserto fossilizzati da decenni...Ma piu' emozionante e' stato scoprire sotto la sporcizia, le incisioni che mio papa' fece per personalizzarla...Sul lamierino frontale...1921..Il suo anno di nascita. Sul retro...1941...AR...(Antonio Robustelli)...e poi...aggiunto sicuramente una volta tornato a casa...1946...Tra pelle d'oca, magone e lacrimoni trattenuti a stento ho provato una forte partecipazione a quello che deve aver vissuto mio padre e tutta la sua generazione...E ora sono felice, ora che sono piu' maturo...Ora che sono piu' consapevole di emozionarmi per la storia di questa gamella e per il legame indissolubile che essa ha condiviso con la storia di mio papa'. E son felice che almeno Lei nel tempo, sia sopravvissuta e come una lampada di Aladino rappresenti adesso per Me, un magico feticcio che fa da tramite con le radici che non ho piu'. Ciao Pa'.


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