L'ultima volta che ci entrai forse facevo le medie, bah, può essere addirittura le elementari...Potevano essere gli anni 70. In classe ci dissero di costruire un abaco. Un pezzo quadrato di compensato su cui inchiodare tanti piccoli chiodini per motivi didattici. L'Angelo fu disponibile, chissà quanti bocia in età scolare, in quei giorni, si saranno catapultati per lo stesso motivo. L'Angelo Ponti aveva anche la squadra di calcio con il nome stesso dell'attività, a Induno. Giocava il derby paesano contro l'Aurora Induno. Una società rinomata in quegli anni. Di buon livello. Satellitava tra la seconda e la terza
Emozioni, visioni, episodi, storie, riflessioni, senza una logica e senza una collocazione nel tempo di una mente in continuo fermento...
GLI SCALINI DEL CERUTTI - QUANDO ERAVAMO SPENSIERATI...
Non avrei mai pensato di risedermi di nuovo su questo scalino. Ha fatto parte della mia vita per tanti tanti anni. E' stato sempre il punto di ritrovo per fare le ore piccole dopo che il Gianni chiudeva il Bar. E' a pochi metri da esso. Ci abbiamo trascorso, addirittura, interi pomeriggi Natalizi, quando dopo il pranzo si usciva e si decideva dove andare a fare Natale. Ma poi ovunque era tutto chiuso. E dopo un giro di ricognizione tra Varese e Luino, si tornava li'. Su quegli scalini. ''Gli scalini del Cerutti.'' li
RIFLESSIONE...INCAZZATO CON DIO.
RIFLESSIONE
Da che ero ragazzo, ho sempre immaginato la fine di un percorso di vita come una panchina posta in faccia a un tramonto su cui sedersi e nel silenzio rimirare un paesaggio a perdita d'occhio e valutare quello che ci ha soddisfatti, che ci ha delusi o ingannati e quindi tirare un bilancio di una vita che ci sta dando le avvisaglie che siamo ormai ai titoli di coda. La immaginavo, quella panchina, la immaginavo con i colori dell'autunno e soprattutto ogni qualvolta guardavo mia mamma..la Clara..Se dopo una vita sempre nello stesso cortile, con una routine quotidiana sempre quella, giorno per giorno, anno dopo anno...si fosse potuta sedere e per un attimo riflettere sulla sua vita e concludere se si fosse sentita
26 AGOSTO 1972

Ieri sono passati 50 anni, ma sei nel mio cuore come fosse ieri...
Ricordo ogni attimo vissuto con te con intensita'...come se invece di pochi anni che ti ho goduto, fossero stati secoli. Quando te ne andasti avevo solo 9 anni. Ricordo quando tornavo da scuola e sul carrettino nel laboratorio del Bebi trovavo spade e giocattoli di legno fatti con le assi delle cassette della frutta...quando con quel carrettino mi menavi in Tenda a raccogliere le patate o il granoturco e mentre tu lavoravi io giocavo sul bordo della rungia inseguendo libellule o stuzzicando mini ranocchie...quando mi riportavi, seduto sulla cima del carrettino colmo di patate, tirandolo fino a casa...Mi ricordo quando ti coprivi gli occhi se venivi ''da noi'' a vedere la tv e c'era un match di ''Boss'' perche' quella gente che si picchiava ti metteva tristezza.. ricordo quando ci sforzammo per settimane a insegnarti la parola ''capsula'' e tu insistevi con ''capusola''...Ricordo quando la tua lobbia si ammantava di pannocchie d'oro a seccare al sole e tu affittasti una sgranatrice...dal mulino del Rigamonti...allora la tua casa fu sgomberata...il mais divenne talmente alto sul pavimento che mi arrivava alle ginocchia come se fossimo nel deposito di Paperone. I tutoli ai conigli, le barbe per giocare io e le cugine di Luino e le foglie per materassi e cuscini...Ricordo l'odore del cucinato che permeava nella tua cucina...l'odore del caffe' Leone, surrogato macinato che di caffe' lasciava solo i fondi... Ricordo il giorno che arrivai di sorpresa nella tua stanza....ti eri appena lavata la testa...fu la prima volta che ti vidi senza il tuo cucunin..''lo chignon'' che ti raccoglieva i capelli con le forcine....Rimasi incantato da quella cascata di capelli lunghi e bianchi che ti copriva interamente la schiena quasi fino alle caviglie...Ricordo quando mi nascondevo per interi momenti sotto il tavolo della tua cucina aspettando il tuo rientro e quanti spaventi che ti feci prendere quando ti eri convinta di essere sola in casa e che non ci fosse nessuno....Ricordo i pomeriggi delle domeniche dopo il vespro, passati con te all'asilo con suor Maria Vittoria, quando mi si apri' la stanza segreta dei giocattoli...e lo stesso primogiorno d'asilo, quando fosti tu a venire a riprendermi alle quattro e io menando il cestino con gioia avanti e indietro ti raccontavo di quello che avevo fatto....Ricordo quando venni a trovarti all'ospedale e di lì a poco te ne andasti...ma ero troppo piccolo per capire che davvero non ti avrei piu' vista...E' passato tanto tempo...Ora la tua nipotina preferita e' li' con te, ti stara' abbracciando...ha sempre avuto per te un adorazione ineguagliabile...Sarete li' tu lei e Biri' come nella foto...Adoro il tuo nome...Veronica....il piu' bello del mondo. Ha un suono bellissimo...un nome inconsueto per quel periodo...1891...sei di un altro secolo nonna, ma nel mio cuore sei sempre presente. Ti voglio un sacco di bene.
IL GRA ...RADICE ...E L'ULTIMO SCUDETTO DEL TORO...

IO E I CALCI DI RIGORE. QUANDO ENTRI PER POCHI SECONDI IN UN'ALTRA DIMENSIONE...
COME DUE PIPISTRELLI...
RIFLESSIONE

MA, ABBAGLIATI STO.....




