Ho appena finito di vedere il filmato della Gazzetta, sull'esecuzione di quello scellerato che per calciare un rigore si e' ''congelato''vari secondi prima di calciare dal dischetto....(aprite il link seguente) https://video.gazzetta.it/.../2130458a-21e7-11ed-895b...
Negli ultimi anni ho visto davvero le cose più assurde, squallide e ridicole per calciare un rigore. E' vero.: Il calcio e' cambiato moltissimo. Ma le distanze, le misure di esecuzione e della porta, sono rimaste fondamentalmente sempre le stesse. 11 metri di tragitto per infilare 7.32 x 2.44 di porta, tra pali e traversa.... Vi preciso. Sono contrario da sempre all'uso dei rigori in finale, per determinare il vincitore di un evento fondato sulle eliminazioni dirette e magari con decorrenze pluriennali. Una finale e' una finale. Si rigioca. Punto. Fui spettatore in diretta sulla TV Svizzera, della finale degli Europei, vinta dalla Cecoslovacchia contro la Germania Ovest nel 1976. Fu la prima assoluta in cui una finale fu decisa ai rigori. La norma era stata decisa e introdotta da pochi mesi. Il rigore di Panenka..contro il ''campione del mondo'' Sepp Maier, fu prelibatezza per pochi. Non esistevano le tv a pagamento e la Rai ''naturalmente'' non trasmise l'evento poiche' l'Italia non era protagonista. Nel 1976 nacque quindi il ''cucchiaio''...come si dice in Italia. Lo ''scavino''..come si dice sempre in Italia. Chi non era nato, o lo scribacchino saccente Italiota di turno, scopritore dell'acqua calda, lo attribui con enfasi nazionalistica a Totti..decenni appresso...Io per l'occasione sorrisi con compassione. Mi venne da vomitare invece, quando lo sconosciuto Pelle'....( lo so...si chiama Graziano...) ''minacciò'' Neuer..anche egli ''campione del mondo'', di fargli il pallonetto e fece una figura storica che si rifelttè su tutto il calcio Italiano, per la scarsa umiltà e la palese arroganza. Negli ultimi anni davvero ne ho viste di ogni. Ormai nessuno li batte più senza allestire un teatrino come antipasto...A molti continua ad andare bene..Altri sono in terapia per gli insulti di pubblico e compagni...Nella mia ormai lunga storia calcistica, ho visto sbagliare nelle piu' importanti occasioni i meno prevedibili. Kempes e Bonhof...Platini..Maradona..Robi Baggio...Come mai?..Un calcio di rigore e' un limbo. E' una bolla di pochi secondi che ti estranea dal resto del mondo. In quella bolla non conta piu' chi sei e non sai più chi sei. Conta la stanchezza psicologica, la responsabilità, la fama, la serenità, la decisione. Soprattutto la convinzione di dove voler tirare prima di prendere la rincorsa. L'indecisione ti si rivolta contro quasi sempre. La cosa incredibile e' che in quel preciso istante, la porta per chi calcia diventa più piccola...sembra non ci sia uno spazio agevole...Per chi para al contrario diventa gigantesca...sembra impossibile da difendere... E' una legge mentale che condiziona l'evento. Un po' come quando una squadra perde...e il tempo pare passi più in fretta, mentre per uno che vince, il tempo di arrivare al fischio finale e' infinito...All'inizio della mia ''carriera''...Parolona. Ero un rigorista. Mi insegnarono che rasoterra un rigore angolato e' spesso imprendibile...Che a mezza altezza il rigore e' il più facile da parare se intuito...E che all'incrocio e' imparabile, ma devi avere buona mira e coglioni per cercare l'incrocio, soprattutto con un risultato in bilico. L'ideale e' cercare lo spazio di rete tra i due pali, di uno dei lati della porta. Calciare soprattutto con decisione e senza guardare quello che fa il portiere. Quello e' imparabile. Il primo rigore in campionato lo tirai a Caravate negli allievi a 15 anni. Eravamo sul 2:7 e Tonino Ienna mi concesse l'onore per fare quaterna, poichè il rigorista tra noi ''bambini'' era Lui. (Lo dico, per paraculaggine, così se magari vado qualche volta al suo ristorante di pesce ''Regina'' a Zenna, mi fa lo sconto...Si sa mai...) Feci quaterna e finì 2:8. L'anno dopo esordii in prima squadra a 17 anni. Arrivò il derby col Cugliate. Derby sentitissimo in quel di Ferrera, il Wembley delle Tre Valli. Perdiamo 0:2. Calcio di rigore per noi. Teo il capitano, il Beccalossi della squadra, ma più simile a D'Artagnan nella fisionomia, prende il pallone...Mi avvicino con soggezione e titubanza e gli dico: '' Teo, posso tirarlo? ''...Mi da il pallone come una patata che scotta...''Vai vai...''. In porta ce' il Gianni Mendolia, che sara' poi di lì a qualche anno, mio compagno di squadra, quando andrò a giocare alla Casport di Porto Valtravaglia. Gianni e' di grossa fisicità. Occupa molta porta ai miei occhi. Decido. Angolo basso alla mia sinistra. La porta e' quella che ha alle spalle il cimitero. Non guardo il Gianni durante la rincorsa. Ricordo solo la palla che si infila dove volevo io e le dita del portiere proteso in tuffo che non ci arrivano. Fu una soddisfazione personale. Finì 2:2 con il gol del ''biund'' Martinoli, che sigillò il derby. Quell'anno segnai 8 rigori su 8...9 con uno che mi fecero ripetere 2 volte a Voldomino. L'anno dopo ne fallii 3 su 4. L'ultimo in campionato lo tirai a Cuasso e me lo parò uno stopper che prese il posto in porta del portiere espulso. Fu un'umiliazione. In campionato non li tirai più. Li tirai nei tornei estivi, in varie occasioni. O al Palio dei Rioni a Cunardo nelle prime edizioni. Ricordo che contro il Punt Niv, il Folco...(r.i.p....grande Folco)..me ne parò due nella stessa partita nei rigori a oltranza. Il mio rigore ''vero'' preferito, da sempre, per l'occasione in cui fu tirato, resta quello di Paul Breitner nella finale dei Mondiali di Monaco del 1974 contro l'Olanda. Breitner non era il designato. Nella semifinale contro la Polonia, Hoeness si era fatto ipnotizare da Jan Tomaschewski. Muller nonostante i compagni lo esortassero al dischetto non se la sentiva, Overath cincischiava...Il Kaiser Beckenbauer non volle esporsi...Breitner aveva calciato solo 6 rigori in carriera fino a quel momento e gli ultimi due falliti, contro Kaiserslautern e Bochum. Quando fu sul dischetto, il ''Maoista'' sentì Overath che gli chiese...''Paul, cosa fai?''...''Lo vuoi davvero tirare?''...Breitner rispose...''Secondo te cosa voglio fare...Adesso sparisci...''. Jongbloed il portiere dell'Olanda non aveva mai parato un rigore in carriera....ma Breitner non lo sapeva. Rincorsa breve, Jongbloed immobile. 1:1. Leggenda. I secondi che precedono e seguono un rigore sono una cosa che ti proiettano in una strana dimensione. Senti il peso e la responsabilità di una squadra intera. E' una emozione unica e particolare. Ho imparato a capire dalle movenze e dagli occhi di chi calcia, la serenità, la paura, la tensione. Difficile che sbaglio la previsione. Resta solo una cosa incomprensibile per me....Perchè oggi tutti vogliono inventare, creare scenografie, rincorse tatrali, quando basta decisione e freddezza.?..Bah. Tanto...Non ce mai la certezza di realizzarlo.


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