IL MOBILIFICIO PONTI....ALTRO TASSELLO DEL PUZZLE DEL QUADRO DI CUNARDO, CHE SI E' STACCATO...

L'ultima volta che ci entrai forse facevo le medie, bah, può essere addirittura le elementari...Potevano essere gli anni 70. In classe ci dissero di costruire un abaco. Un pezzo quadrato di compensato su cui inchiodare tanti piccoli chiodini per motivi didattici. L'Angelo fu disponibile, chissà quanti bocia in età scolare, in quei giorni, si saranno catapultati per lo stesso motivo. L'Angelo Ponti aveva anche la squadra di calcio con il nome stesso dell'attività, a Induno. Giocava il derby paesano contro l'Aurora Induno. Una società rinomata in quegli anni. Di buon livello. Satellitava tra la seconda e la terza

categoria. La seconda era già una categoria di buona considerazione se ci giocavi, era già di rilievo Regionale. Valeva sicuramente quanto una scadente Promozione di oggi. Mi ricordo quando ci entrai nel Mobilificio...Tanti pannelli ammassati, tante tavole e assi. Macchine utensili per tagliare, tornire, fresare. Odore di legno, di colla, di segatura....''resegadusch''...Ci lavoravano il Giordano, ''gnuso''..che appena poteva, fuggiva di nascosto su per la stradina dietro la gieseta della Madonna per venire ''Su al campo'' e giocare con noi ragazzini, in panni da lavoro e sigaretta a penzoloni...Una volta il Ponti lo sgamò e chiamo sua moglie, che lo portò a casa, dal mobilificio tenedolo per l'orecchio. Ci lavorò per anni...anche il cittadino numero uno ad honorem e futuro sindaco, Angelo Morisi...L'Angelo Ponti vista la vicinanza col bar circolo del Carluccio, era spesso in pausa caffe'...Era molto amico di mio papa' il Bepi. Quando io cominciai a diventare, intorno ai 16 anni, una ''piccola'' rinomanza calcistica del paese, il Ponti cominciò a corteggiare mio padre. Il Bepi ogni sera tornava a casa e a cena mi diceva...''A ghè l'Angelo ca lè a drè a famm un cò inscì...tutt i sir tutt i sir...''. (Ce' L'Angelo che mi sta facendo una testa così...tutte le sere...tutte le sere...) Vuole che vai a giocare da Lui a Induno. ''Continua a dirmi che in campo sei educato, rispettoso, non hai mai atteggiamenti sgarbati....Che sei bravo, che segni...''. Ero davvero molto orgoglioso di quei complimenti. Avevo 17 anni...ancora senza patente. Dovevo finire gli studi e fare il militare. Poi...vabbe'...Era solo una Seconda categoria. Ma per quelli della nostra generazione era un grande approdo. L'anno successivo in campionato esordisco in prima squadra e ci giochiamo la promozione fino all'ultimo, Noi...FC Cunardo,...il Mobilificio Ponti e l'Avio Macchi di Venegono...La squadra dell'azienda aeronautica che produce le Frecce Tricolori, per cui lavorò per 40 anni il Bepi. Quell'anno segnai 32 gol negli allievi e 19 in prima squadra...(8 rigori). Giochiamo a Cassano al ritorno contro il M.Ponti e mio papà per tutta la settimana mi dice che l'Angelo continuava a chiedergli se la domenica giocavo o no...Lo ammetto che ero un pò soggezionato da tutto quell'interesse. Quella domenica finì 2:2. Segnai in rovesciata il gol del pareggio definitivo. Il giorno dopo il Ponti assediò mio papà al circolo, dal Carluccio. Non se ne fece niente. Vinse il campionato l'Avio Macchi. Il Ponti finì secondo e noi terzi. Da quel giorno, quando il Ponti mi incontrava sul marciapiede che portava al parco giochi, proprio di fianco al suo Mobilificio, mi salutò a stento, quasi in maniera buia...Quasi incazzosa. So che non era astio. Forse fu una reazione al fatto che io non decisi di andare nella sua società. L'Angelo ''se ne e' andato'' ormai non so da quanto tempo. Forse 20 anni?  Da tanti anni...ormai il mobilificio era chiuso e l'attività produttiva era cessata. Era rimasto sempre in quell'angolo particolare in cui era situato. Tra la Chiesetta e il parco. Impossibile non vederlo e non considerarlo come uno degli ultimi monumenti Cunardesi. Stamattina come annunciato sui socials ho visto che non ce' più...Come il Lavatoio, il parco Giroldi, la cascina dei Marchesi...Cunardo cambia, si trasforma, non lascia testimonianze, ne reperti di ciò che era. Ho quasi paura a pensare come sarà tra 20 anni...Quante cose ancora saranno modificate, quanti altri luoghi spariranno in nome della praticità e della civilizzazione esasperata....Quanti posti vivranno solo nella mia memoria. E nei miei appunti scritti...Si sa mai...In vent anni ne cambiano di cose...

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