RELAX

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Solito balcone..profumo di dopobarba..cielo nuvolo...La Valcuvia non e' sgargiante come le altre sere..La generazione dei figli di Holly e Benji mi porta indietro nel passato...Una puntata mentre mi cibo, 25 minuti per un cazzo di rigore...Capito perche' il calcio e' andato a farsi benedire...Un cartone idiota che racconta un ''fotball'' mai vissuto in prima persona, a dei ragazzini gia' pronti al fancazzismo......Stadi come aeroporti..poemi recitati nella frazione di un tiro o di una parata...Sorrido...Penso al mio primo rigore in prima squadra...1979. La mattina giocavo con gli allievi. Il pome il Dino mi dice se vado con la prima squadra a Ferrera per il derby, che manca gente...Ho 16 anni...Il Cugliate ci mette sotto di due. Nel secondo tempo il ''biund''...Marco Martinoli, accorcia con una saetta da lontano...Poi...mancheranno forse 15 minuti, calcio di rigore per noi...Con la mia zazzera riccioluta anni 80, mi avvicino al Teo...Il capitano...''Me lo fai tirare?''...''Vai, vai...''..sembrava volesse liberarsi della patata bollente...In porta il Gianni Mendolia...che non sapevo di li' a 7 anni sarebbe stato il mio portiere alla Casport. Metto il pallone spelacchiato sul dischetto..La porta e' quella col cimitero alle spalle.....Tutti i campi sportivi hanno un cimitero nei pressi....bah...Non guardo il portiere per abitudine. Decido solo una parte...Il Mendo si allunga e intuisce, ma la palla e' all'angolino vicino al palo, basso, alla sua destra...Finisce due a due. Neanche esulto...Ho ancora il poster rèclame di quella partita...L'anno seguente segno 8 rigori su 8, uno ripetuto 2 volte contro il Voldomino. Poi ne sbaglio 3 su 4 l'anno dopo e uno proprio davanti a Giangi e la Rosy a Cassano..nello scontro diretto al vertice contro l'Avio Macchi. Rimedio segnando il gol del 3:1 ma qualcosa dentro si e' inceppato. Non li tirero' piu' in campionato. Forse l'incoscienza giovanile aveva lasciato il posto a timori e scrupoli da adulto...Ho tempo, ripenso anche a quale gol fosse stato il piu' bello tra quelli che ho fatto...Tutti bellissimi, in proporzione non tantissimi, per il mio ruolo, ma il 90 per cento decisivi per il risultato...In quegli anni 80, l'Angelo Ponti del Mobilificio avrebbe fatto carte false per avermi. Lo ribadiva al circolo del Carluccio al Bepi ogni sera...''A vori 'l to fio'''...Il Mobilificio Ponti di Induno era un ascensore. Su e giu' tra la seconda e la terza categoria...Ma ambire ad una seconda nei primi anni 80 era molto. Mio papa' me lo riportava regolarmente cio' che l'Angelo decantava di me... Ma ancora dovevo fare la naia e la patente...Come andarci fino ad Induno.? 1981. Scontro diretto. Avio Macchi primo. Secondi noi e il Ponti, 2 punti dietro. A Cassano Valcuvia giochiamo in casa, sento lo sguardo dell'Angelo dall'inizio alla fine della gara. Eppure mi riesce facile tutto...L'altro Angelo, il Bonora, ci porta avanti di uno ma alla meta' del secondo tempo siamo sotto. 1:2 per loro. All'andata a Induno era finita 0:0. Poi...un lancio lungo nell'area loro, crea una mischia, la palla si impenna e il loro portiere di pugni rinvia verso l'alto al limite dell'area..Sono spalle alla porta, seguo lo spiovente che scende nei pressi del dischetto e sul primo rimbalzo in sforbiciata volante alla cieca immagino la porta dietro di me...Poi...solo caos...Un mucchio di persone che mi sommerge, qualcuno che mi afferra i capelli e mi picchia la faccia per terra piu' volte...''Goooollll...ricciolooo...gooooollll...''..Mi alzo pieno di erba autunnale...sulla maglia, tra i capelli e il viso sporco di terriccio...Finisce 2:2...Passo a fianco della panchina degli avversari ma non ho il coraggio di guardare l'Angelo Ponti in faccia...Che emozione ripensarci. Ho la pelle d'oca..Sara' che l'aria rinfresca?..Sara' che mi emoziono al tempo che passa? Chiudo gli occhi...Dai Gra, ricordane ancora..ricordane ancora...In solaio ho un quaderno di computisteria in cui disegnavo tutti i gol che segnavo in campionato...E' molto che non lo cerco...Ho paura di farlo...Ho paura di non trovarlo...Preferisco immaginare che ci sia...sempre li'...In attesa di essere aggiornato...Sssssst...non diteglielo che sta aspettando invano. Che non ci saranno ulteriori aggiornamnenti..come XP..Lasciatelo sognare...Almeno Lui, lasciatelo sognare ancora. 😉

Solito balcone..profumo di dopobarba..cielo nuvolo...La Valcuvia non e' sgargiante come le altre sere..La generazione dei figli di Holly e Benji mi porta indietro nel passato...Una puntata mentre mi cibo, 25 minuti per un cazzo di rigore...Capito perche' il calcio e' andato a farsi benedire...Un cartone idiota che racconta un ''fotball'' mai vissuto in prima persona, a dei ragazzini gia' pronti al fancazzismo......Stadi come aeroporti..poemi recitati nella frazione di un tiro o di una parata...Sorrido...Penso al mio primo rigore in prima squadra...1979. La mattina giocavo con gli allievi. Il pome il Dino mi dice se vado con la prima squadra a Ferrera per il derby, che manca gente...Ho 16 anni...Il Cugliate ci mette sotto di due. Nel secondo tempo il ''biund''...Marco Martinoli, accorcia con una saetta da lontano...Poi...mancheranno forse 15 minuti, calcio di rigore per noi...Con la mia zazzera riccioluta anni 80, mi avvicino al Teo...Il capitano...''Me lo fai tirare?''...''Vai, vai...''..sembrava volesse liberarsi della patata bollente...In porta il Gianni Mendolia...che non sapevo di li' a 7 anni sarebbe stato il mio portiere alla Casport. Metto il pallone spelacchiato sul dischetto..La porta e' quella col cimitero alle spalle.....Tutti i campi sportivi hanno un cimitero nei pressi....bah...Non guardo il portiere per abitudine. Decido solo una parte...Il Mendo si allunga e intuisce, ma la palla e' all'angolino vicino al palo, basso, alla sua destra...Finisce due a due. Neanche esulto...Ho ancora il poster rèclame di quella partita...L'anno seguente segno 8 rigori su 8, uno ripetuto 2 volte contro il Voldomino. Poi ne sbaglio 3 su 4 l'anno dopo e uno proprio davanti a Giangi e la Rosy a Cassano..nello scontro diretto al vertice contro l'Avio Macchi. Rimedio segnando il gol del 3:1 ma qualcosa dentro si e' inceppato. Non li tirero' piu' in campionato. Forse l'incoscienza giovanile aveva lasciato il posto a timori e scrupoli da adulto...Ho tempo, ripenso anche a quale gol fosse stato il piu' bello tra quelli che ho fatto...Tutti bellissimi, in proporzione non tantissimi, per il mio ruolo, ma il 90 per cento decisivi per il risultato...In quegli anni 80, l'Angelo Ponti del Mobilificio avrebbe fatto carte false per avermi. Lo ribadiva al circolo del Carluccio al Bepi ogni sera...''A vori 'l to fio'''...Il Mobilificio Ponti di Induno era un ascensore. Su e giu' tra la seconda e la terza categoria...Ma ambire ad una seconda nei primi anni 80 era molto. Mio papa' me lo riportava regolarmente cio' che l'Angelo decantava di me... Ma ancora dovevo fare la naia e la patente...Come andarci fino ad Induno.? 1981. Scontro diretto. Avio Macchi primo. Secondi noi e il Ponti, 2 punti dietro. A Cassano Valcuvia giochiamo in casa, sento lo sguardo dell'Angelo dall'inizio alla fine della gara. Eppure mi riesce facile tutto...L'altro Angelo, il Bonora, ci porta avanti di uno ma alla meta' del secondo tempo siamo sotto. 1:2 per loro. All'andata a Induno era finita 0:0. Poi...un lancio lungo nell'area loro, crea una mischia, la palla si impenna e il loro portiere di pugni rinvia verso l'alto al limite dell'area..Sono spalle alla porta, seguo lo spiovente che scende nei pressi del dischetto e sul primo rimbalzo in sforbiciata volante alla cieca immagino la porta dietro di me...Poi...solo caos...Un mucchio di persone che mi sommerge, qualcuno che mi afferra i capelli e mi picchia la faccia per terra piu' volte...''Goooollll...ricciolooo...gooooollll...''..Mi alzo pieno di erba autunnale...sulla maglia, tra i capelli e il viso sporco di terriccio...Finisce 2:2...Passo a fianco della panchina degli avversari ma non ho il coraggio di guardare l'Angelo Ponti in faccia...Che emozione ripensarci. Ho la pelle d'oca..Sara' che l'aria rinfresca?..Sara' che mi emoziono al tempo che passa? Chiudo gli occhi...Dai Gra, ricordane ancora..ricordane ancora...In solaio ho un quaderno di computisteria in cui disegnavo tutti i gol che segnavo in campionato...E' molto che non lo cerco...Ho paura di farlo...Ho paura di non trovarlo...Preferisco immaginare che ci sia...sempre li'...In attesa di essere aggiornato...Sssssst...non diteglielo che sta aspettando invano. Che non ci saranno ulteriori aggiornamnenti..come XP..Lasciatelo sognare...Almeno Lui, lasciatelo sognare ancora. 😉

GRAZIANO, TI DEVO COMUNICARE CHE HAI UN TUMORE.....🤔 WOW...OK...PARLIAMONE....

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ATTENZIONE: Questo post contiene riflessioni personali dettate da esperienze reali e quindi somatizzate in modo soggettivo. Non vogliono essere in alcun modo fuorvianti, denigratorie o condizionatrici in caso di speranze, o di realtà contemporanee di vita, per nessuno che legga ciò che scrivo sul mio profilo. Siete in tempo a non proseguire nella lettura. Se avessi deciso per un titolo dedicato a Mihailovic, probabilmente qualcuno avrebbe pensato: Ah...il solito post dedicato a un calciatore...No...Non e' così...E' dedicato a me...Solo a me.

YGGDRASIL, L'ALBERO COSMICO O ALBERO DELLA VITA.

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In molte antiche culture, tra loro geograficamente anche assai lontane, si ritrova la figura mitologica dell'Albero Cosmico. Esso rappresenta l'asse centrale dell'Universo, l'impalcatura che ne sottende e sostiene la sostanziale unità; talvolta simboleggia la conoscenza iniziatica ed è pure collegato al cammino spirituale verso il divino. Tra i popoli germanici che popolavano il nord Europa, ed in particolare tra i Vichinghi, l'Albero Cosmico prendeva il nome di Yggdrasil: lo conosciamo grazie alla potente ed intrigante descrizione delineata da Snorri Sturluson, scrittore di origine islandese, che ce ne parla nell'Edda, opera in prosa apparsa intorno al 1220. Come spesso accade in questi casi, le pagine scritte narrano di cose e fatti anteriormente trasmessi oralmente, la cui origine si perde nella notte dei

17 NOVEMBRE 2017- ACCESA LA STUFA...

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Beh..stamattina l'umidita' piu' che il freddo hanno vinto la mia pigrizia...
Prima giornata di autunno vera vera..e cosa di meglio che una stufa di quelle economiche, con i cerchi insomma, per intercalarsi nel contesto? Mentre pranzo, penso a quanto mia mamma la ha sfruttata..Toglieva i cerchi e cucinava Minestroni, Paste e fagioli, Spezzatini e Brasati...Polente, Pancotti, Risi e latte e Risotti...Castagne con il latte...Si risparmiava il gas della bombola...Andava dalle 7 del mattino quando si alzava alle 8 di sera quando si abbioccava davanti alla TV.....Poi quando andava a letto la lasciava spegnere..Son nato in una casa senza riscaldamento..e tuttora questa stufa allieta il soggiorno di tepore, come unica stanza riscaldata..Le altre sono tutte fredde...Mi ha temprato..A gennaio giro in maniche di camicia...Mi lavo ogni mattino con l'acqua fredda e esco dalla doccia in un ambiente a temperatura naturale...Soffro di piu' il caldo esagerato..Eppure mentre pochi minuti fa pranzavo, fantasticavo...Gra...Che figo..Puoi fare le mondelle sulla stufa...Togli i cerchi, metti le castagne tagliate nella padella bucata..scrolli ogni tanto....Certo non e' il camino della nonna Veronica, dove una padellona spessa e agganciata alla catena, scrollava e ribaltava le castagne rimbalzanti, dopo che nel pomeriggio le avevamo incise per non farle scoppiare io e le mie sorelle...E poi sbucciarle nelle pagine de La Notte.. che mio papa' comprava ogni lunedi' alla stazione di Varese, mentre attendeva la corriera dopo il lavoro all'Aermacchi....Oppure..mettere le scorze di grana o Parmigiano Reggiano sul piano bollente della stufa...finche' filavano e fondevano...Sluuuurpppp....O il giorno dopo la polenta ormai solida del giorno prima, prima tagliata a fette spesse e corretta con il gorgonzola che si scioglieva......e ultimis in fundo...le fette di polenta, imbiancate con lo zucchero...
Di cio', quando ne narro, tutti restano a bocca aperta....''La polenta con lo zuccheroooooo?''...Gia' Farisei....era il nostro dolce di fine pasto..Provatela, provatela e poi mi ringrazierete.. 😉

WELCOME TO THE ITALIAN JUNGLE. 1.4.1.

So che aspettavate il seguito Farisei....
PROLOGO
Ieri torno in azienda e dico al signor Giuseppe Titolare...Domatina devo andare all'INPS perche' non dispongono di Mail Adresse. Lui mi sorride benevolo e sornione...consapevole dei precedenti..Gli dico...Appena finisco vengo qua...Lui prende nota...ma mica ci crede.... Il Leo che oggi andava in pensione e mi lasciava la stecca della fresa mi dice....''Vedi di arrivare per mezzogiorno che mia figlia per domani ha cucinato di tutto e di piu'....''

PER MISTER GIOVANNI BARASSI.

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Ho accantonato presto le velleita' calcistico professionistiche. Avevo 11 anni quando mi proposero un provino per l'Inter. Mi spaventai. Rinunciai, per non affrontare il rifiuto. Mi accontentai di essere incensato in provincia, che non un anonimo nel calcio che conta. Devo ammettere che fino ai 21 anni mi sentii orgoglioso di essere il futuro della societa' calcio del mio paese. Avevo 17 anni. Ero capitano della squadra dell'FC Cunardo, il mio paese e avevo segnato 18 gol in Terza categoria l'anno precedente, giocando la mattina negli allievi e il pomeriggio in prima squadra...La terza categoria e'

CRI'...LA FESTA DEL PAESE E UN RITORNO AL FUTURO...

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Vero Crì?
E' incredibile cosa succede, quando la tua vita sembra ormai destinata alla routine, dopo che anni e anni si sono sommati, correndo veloci uno dietro l'altro e la tua infanzia si allontanava sempre piu', dai ricordi, dalle facce e dai paesaggi di un passato vissuto da bimba...lontano, lontano. Quegli anni che sembravano essere diventati solo fotografie della mente e che pur sforzandoci di ricordarli con debita memoria, difficilmente ci ridavano le stesse gioie, le stesse emozioni, gli stessi vivaci colori di quando si era parte attiva e spensierata di quel mondo....Poi...Basta un giorno. Una festa del paese ridotta ai minimi termini...Senza bancherelle di giocattoli, senza una folla coinvolgente tutto il paese, senza una banda musicale, senza una nutrita processione di facce conosciute, addirittura tutti mascherinati per

1 OTTOBRE 1969 E LA RIMPATRIATA DEL 2019

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50 anni fa....Divento un Remigino. 1 Ottobre 1969. Mattino presto..In piedi sul letto matrimoniale dei miei genitori ero intento nella vestizione...Grembiulino blu..colletto bianco e fiocco cascante azzurro...perche' se no' mica ti distinguevano dalle femminucce che lo portavano rosa....Vabbe'. Io son favorevole alle divise. Non vuole dire non avere un'identita', vuole dire non creare differenze..Rendono tutti uguali. Soprattutto in un contesto di crescita in cui l'autostima va a farsi benedire per i piu' piccoli dettagli.. e quindi condizionarti la vita.. Ho vissuto per anni il confronto coi figli dei ''sciuri''...Quelli

RIFLESSIONE - LA CONFESSIONE.

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Stanotte ho sognato che mi confessavo...Stranamente non c'era un prete, ma un incaricato eletto a scadenza come si fa con il Parlamento Europeo. Un sindaco, un magistrato...un arbitro, si certo, a volte anche un prete...E si che non ho mangiato pesante..Sono a dieta...Sarà ormai 43 anni, in funzione della Cresima che non mi confesso...Che motivo ne avrei avuto in seguito, non avevo piu' lo scopo di strappare il consenso a un Sacramento..Raccontare i cazzi miei a una persona come me?...Chissa' perche' in terra tutti coloro che hanno incarico di giudizio vestono il nero...I preti, gli arbitri, i

CHI AMA IL CALCIO....AMA ''TUTTO'' IL CALCIO...GRAZIE RAGAZZE....


Odio il calcio italiano, odio la Serie A, i suoi protagonisti e chi dietro le quinte crede di esserne il divulgatore maximo e maximo depositario della verità. Odio i tifosi Italiani. Quelli che non hanno mai calcato un campo..e neppure un cortile. Odio chi sa solo difendere i propri colori e la propria Nazionale. Odio le attuali chiacchiere da Bar. Fatti da gente incompetente che ha vissuto il calcio solo alla Playstation..e su Sky...senza capacità propria di giudizio. Accecati solo dal colore delle loro squadre del cuore. Chiusi a qualsiasi altra espressione calcistica. Ho aperto gli orizzonti quando avevo 11 anni. Il calcio per me era il mondo. Sia praticato che teorico. Non c'era Internet. C'era il Guerin Sportivo. Mi son fatto una cultura statistica e storica di livello mondiale. Una competenza statistica e storica