PER MISTER GIOVANNI BARASSI.

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Ho accantonato presto le velleita' calcistico professionistiche. Avevo 11 anni quando mi proposero un provino per l'Inter. Mi spaventai. Rinunciai, per non affrontare il rifiuto. Mi accontentai di essere incensato in provincia, che non un anonimo nel calcio che conta. Devo ammettere che fino ai 21 anni mi sentii orgoglioso di essere il futuro della societa' calcio del mio paese. Avevo 17 anni. Ero capitano della squadra dell'FC Cunardo, il mio paese e avevo segnato 18 gol in Terza categoria l'anno precedente, giocando la mattina negli allievi e il pomeriggio in prima squadra...La terza categoria e'

sempre stato un torneo bistrattato. Un torneo per scarponi si definiva. Era invece un cimitero di elefanti, dove appassionati, provenienti da anni nelle serie superiori, eroi di battaglie gloriose, duri ad ammettere che il tempo piu' verde era trascorso, continuavano a lustrare i tacchetti ogni domenica. Una fucina di malizie, di trucchi del mestiere. Una location di campi sterrati improponibili, al limite dell'omologazione..dove il contatto fisico era continuo, dove dovevi evitare le tagliole, le scuri e le alabarde degli stopper di turno..spesso vere e proprie dighe che ti separavano dalla porta, dove i passaggi troppo lunghi o troppo corti erano all'ordine del giorno. Dove lottare su rimbalzi o palle perse ti succhiavano la lucidita' e il tempo per ragionare...Dove le doti tecniche spesso erano messe da parte a scapito di sacrificio agonistico e dispendio di energie...Quando finii il militare mi ritrovai con una squalifica di due anni da scontare..Uno dei tanti imprevisti di un calcio dilettantistico di provincia...Volevo migliorare e quando Il Gino mi propose o Cittiglio o Mobilificio Ponti o Tresiana o Casport..decisi per la Casport. Arrivai in prestito. Con una grande voglia di migliorare...convinto di poter competere con chiunque, ma anche consapevole di un carattere non consono al mio ruolo. Ho sempre giocato centravanti. E se vuoi emergere, l'egoismo deve far parte di te. Ero troppo altruista per un ruolo simile. Troppo accondiscendente...Me la cavavo anche come trequartista...Ma devi avere il doppio della fiducia di chi ti allena e dei compagni..L'impatto fu favorevole. Il mister Giovanni Barassi...mi fece sentire subito integrato, subito parte della squadra. Ebbi su di lui grandi referenze tra la gente del mio paese che lo conosceva. Aveva metodi di allenamento gia' molto avanti rispetto gli standard dilettantistici del tempo..Si capiva che arrivava da una scuola Svizzera oTedesca..E io col calcio tedesco eravamo cosi'....L'approccio coi compagni fu piu' da lavorarci. Un gruppo anziano diffidente..e soprattutto un contesto Luinese molto compatto, dove tutti si conoscevano da anni..per alterni trascorsi nelle varie giovanili delle societa' piu' rinomate della sponda del lago Maggiore. Ero tranquillo. Sentivo nel mister considerazione, possibilita' di dialogo e di confronto. Poi...era uno che faceva gli allenamenti con te..che dava l'esempio...La maledizione volle che durante la preparazione mi infortunai ad una caviglia. Una distorsione malefica...seria. Non la curai. Il mio pensiero era il non poter stare al passo coi tempi della squadra...Andavo lo stesso agli allenamenti per sentirmi parte del gruppo...Arrivai al punto di fingere che ero guarito ma il mister Barassi si accorse che la mia corsa non era spontanea..Ricordo che mi disse...''Graziano sei sicuro di essere guarito?...''..''Si mister tutto a posto..''...Mah...a me sembra che non stai correndo in modo fluido e spontaneo...''..Vero mi aveva sgamato...Forzare i tempi mi comporto' un'infiammazione anche all'altra caviglia e quando il campionato comincio'..io ero ancora indietro con la preparazione. Quando le caviglie cominciarono a riprendere forza, il mister Barassi mi disse...''Graziano..Ho notato che nei primi passi dello scatto sei un po' in difficolta', poi riprendi sul lungo..avresti bisogno di potenziare di piu' le caviglie...Ti va di venire a fare un allenamento in piu'..Giovedi' sera?''.. ''Certo mister...ci vediamo giovedi'''...Pensai..Ma chi glielo fa fare? Il torneo era gia' iniziato..Si preoccupa per me che ancora non ho potuto essere a disposizione?....Quel giovedi' sotto un acquazzone biblico eravamo solo io mister Barassi ed Eberli...Ricordo che feci decine di giri di campo prima su di un piede poi su un altro...ripetute su scalini prima con un piede e poi su un altro...balzi tra i cerchi da hula hop con un piede e con un altro..Al termine dell'allenamento, bagnati come pulcini, prima di tonare a casa Mister Barassi mi invito' a casa sua per un uovo al tegamino...Mi presento sua moglie...Chiacchierammo del piu' e del meno e gli dissi che ero tifoso del Bayern. Sentii considerazione. Mi sentii potanzialmente valido, per aver suscitato disponibilita' in un Mister cosi' preparato. Ne ebbi ancor piu' stima e anche affetto. Esordii contro il Brebbia a Brebbia...Segnai la mia prima rete in seconda categoria dopo un quarto d'ora...Le settimane seguenti in societa' comincio' una crisi interna. Nonostante fossimo primi in classifica. Dopo la vittoria a Belforte per 6:1, mister Barassi rassegno' le dimissioni per visioni discordanti con alcuni dirigenti...La squadra fu affidata al Giulio Cattel...La formazione divenne un circolo chiuso di ex del Luino e amici e conoscenti. Arrivammo secondi dopo la Sestese...Per me fu un anno di rilevante importanza per la mia crescita calcistica..Rimpiansi da subito le dimissioni del mister Barassi...Ovunque ho giocato ho sempre giocato per merito. Guadagnandomi il posto. Non sono mai stato paraculato, amico dell'allenatore o figlio del presidente. Ho sempre fatto gli allenamenti pur sapendo che non sono il metro giusto per poi poter scendere in campo, se hai allenatori disonesti. Anche quando il lavoro a turni, mi impose di potermi allenare a settimane alterne, riuscii sempre a mantenere il posto in squadra con sacrificio e rispetto per gli altri. Ho segnato molti gol....ma molti meno, di quanti avrei potuto...ma senza presunzione, sempre bellissimi e decisivi....Giocare su campi piu' grandi, spaziosi, mi ha permesso in seguito una versatilita' di ruoli, perche' fondamentalmente non ero scarso tecnicamente....Ho smesso di giocare a 37 anni. Ho allenato per tre, prima di essere nauseato da una generazione di scansafatiche supportate da genitori frustrati calcisticamente...Ho vissuto due fasi calcistiche. La seconda comincio' quando incontrai il Mister Giovanni Barassi. Nel 1984. Quando l'altro ieri trovai la sua richiesta di amicizia su FB rimasi di sasso...Che si fosse ricordato di me?...Lui?..Uno che ha vissuto 50 anni di calcio attivamente e facce ne ha viste passare a milliaia?...E' stata un'emozione grandissima. Un'emozione che merita un ricordo scritto...perche' non sia mai dimenticata. Grazie Mister.

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