CRISI ENERGETICA...COL CAZZO CHE VI DO 20 EURI PER UN QUINTALE DI LEGNA...


Sono nato sul tavolo di marmo della cucina, in una piccola casina che ci ospitava in 5, a volte 6...in alcuni Natali anche in 11. Sono nato in cucina perche' e' sempre stato l'unico luogo riscaldato della casa, al contrario di tutte le altre stanze. Le camere da letto e il bagno, erano a temperatura ambiente tutto l'anno e lo sono ancora. Sono cresciuto e abito tuttora da solo in quella casina. Il riscaldamento non e' stato aggiornato. Ora la cucina e' diventata il soggiorno per comodità mie e di ospitalità, ma ora l'acqua calda ce' grazie al Boiler elettrico del bagno. La mia famiglia ha sempre riscaldato con una stufa economica. Quelle coi cerchi. Quelle multifunzione che ci puoi pure cucinare sopra, stendere i panni,

farci la polenta e le mondelle togliendo i cerchi. L'acqua calda per lavare i piatti la Clara la prendeva dalla vascha della stufa, ma nel corridoio dove c'e' il lavandino metteva uno scialle nei periodi freddi. Mi ricordo cha da piccolo la stufa era bianca...della Zoppas. Ora è color crème caramel della De Longhi.Mi ricordo che per un periodo i miei la fecero andare con le mattonelle di carbone. Grossi cubi di mattonelle legati con la reggia, che erano composti di tante mattonelle nere incastrate una nell'altra. Sporcavano molto. Sporcavano la stufa e sporcavano anche ''i cannoni'', oltre naturalmente la canna fumaria. Si passò alla legna e ricordo ancora che ogni anno, il Renato, l'uomo dei boschi, scendeva in retromarcia con il trattore e il bancale carico e scaricava sulla discesa di fronte alla cascina. Era un mago, non sfiorava neppure i muri, e chi sa dove abito, sa cosa vuol dire scendere dritti...figurati in retro. Io passavo il pomeriggio a buttare la legna sul piano sopra il laboratorio dove il Bepi 'giustava le bici. Il bagno si faceva il sabato o in occasioni particolari. Avevamo un boiler grosso. Era sia elettrico che a legna. Ma raramente la Clara lo alimentava con la corrente. Allora infilava i ciocchetti di legna nello sportello e quando la lancetta era arrivata in temperatura si aveva l'acqua calda. Sapete vero come era la vasca dopo una settimana che non ci si faceva un bagno?..Soptrattutto se eri in 5 in famiglia. Non c'era doccia. Il bagno era una tradizione. La domenica dovevo andare a messa pulito. A volte mi viene da pensare che giocavo una settimana intera ''su al campo'', andavo a scuola sempre coi stessi panni fino alla domenica...e facevo il bagno solo al sabato. Fortunatamente giocando a calcio la doccia calda era un rito a fine allenamento e fine partita. Credo che avrò fatto più docce calde nella mia vita calcistica, che non a casa... Cambiamo discorso. In casa mia ce' un camino. Proprio di fianco alla stufa. La sua canna fumaria infatti ne accoglie i tubi e indirizza il fumo direttamente in alto. E' un camino di quelli semplici. Quelli di una volta, quelli che si vedono nelle fiabe natalizie con la calza appesa al davanzale. Non lo ho mai visto funzionare da che son nato. Ricordo che da bimbo le mie sorelle ci facevano il presepe dentro... a me piaceva molto, ma poi quando cadeva la fuliggine il muschio si sporcava tutto e abbatteva le statuine così le sorelle si arresero. Nella cucina di mia nonna Veronica invece esisteva un camino bellissimo. Grande. Era il suo unico riscaldamento. Veronica non aveva l'acqua. A malapena la luce di una lampadina. Quel camino ra incassato nella parete e accoglieva due panche laterali per tre persone. Aveva una cappa grandissima e una lunga catena con il paiolo annerito attaccato. Tornai da naia e il camino era stato chiuso. I miei vicini giocando a fare i nani in miniera, sfondarono la parete dove il camino era sito e il Bepi decise di murarlo. Sarà' che son cresciuto a bassa temperatura e ci sono abituato, ma ancora oggi io giro tranquillamente solo con un maglioncino anche nei mesi freddi. Di notte dormo in maglietta e slip e non ho timore di uscire dal letto. Mi lavo con l'acqua fredda la mattina e ultimamente ho imparato anche a farmi la barba senza acqua calda. La Clara ha vissuto così per 84 anni e non e' morta di freddo ma di tumore. Però con sta crisi ho dovuto fare dei tagli lo stesso. Ho spento il boiler elettrico e lo utilizzo solo quando ne ho necessità. Tolgo tutte le spine dalle prese per non alimentare i vari led di stand by. Di 4 PC ne tengo acceso uno solamente. Ho messo un interrutttore al Microonde. Il problema e' la legna. Son 4 anni che non la ordino. Ne avevo a sufficienza. Devo ammettere che negli ultimi anni freddi ho sempre acceso la stufa solo quando viene la Lady. Crì non e' abituata alle mie temperature e giustamente devo fare in modo che sia accogliente il suo soggiorno per quelle poche ore che e' qui. Per cui sia in bagno che in camera da letto cerco di riparare con due stufette elettriche. Poi immancabilmente sotto le coperte me la ritrovo come uno zainetto panda, appiccicata alla schiena che cerca di scaldarsi. I prezzi sono levitati al punto che non posso permettermela. Si parla di 20 euri al quintale. 17 se e' mista. Che poi ti fregano sempre sul peso. E spesso e' pure bagnbata. Memore di cio' che facevano i miei vecchi che andavano per boschi a afre legna per l'inverno...e copiando lo zio di Crì soprattutto, mi son attrezzato con una piccola sega a batteria. Ogni mattino vado a farmi legna. Un paio di borsoni del supermercato al giorno. Ho girato i boschi di Cunardo e limitrofi negli ultimi anni e ci sono migliaia di alberi caduti e morti che nessuno raccoglie e taglia. Mi sono informato presso i forestali mi han detto: ..a patto che sia solo roba a terra e già caduta. E' anche divertente ma abbastanza farticoso poichè devo lasciare distante la macchina e fare km a piedi con le borse piene in mano. Ma si. Son giovane e bello. Ancora in vigore. Faccio ciò che riesco così non sento la lady frignare che ha freddo. In ogni caso....Col cazzo che vi do 20 euri per un quintale di legna.   

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