STUDENTE AGGREDISCE UN INSEGNANTE A CUNARDO...AAAZZZ... Parte 2 - Motivazioni e la minaccia di Facebook...

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Ieri..pochi minuti dopo che ho pubblicato il mio post, una finestra di FB si apre e mi dice che sono stato segnalato...Che il mio post contiene contenuti che qualcuno ha contestato, per argomentazione istigante alla violenza. Mi viene proposto di eliminarlo spontaneamente o di subire eventuali limitazioni da parte di Facebook in seguito, concernenti i miei post futuri. Rispondo: PUBBLICA LO STESSO. Il post è confermato. Io non ho molti contatti...Nessuna gente che mi segue. Amici ne ho molti meno di qualsiasi

cifra che Voi potreste immaginare e più della metà non sono neppure di Cunardo. Quindi penso...Chi potrebbe avermi segnalato?...Mumble mumble..?
Ok...procediamo..
Perchè ho scritto il post?..Sinceramente non me ne fotte na mazza di ciò che è avvenuto a scuola a Cunardo. Negli ultimi 20 anni sono stato al corrente di più episodi in cui i figli ha messo le mani addosso alla madre...Vi pare che posso meravigliarmi di una cosa simile ai danni di uno sconosciuto?...Soprattutto se nessuno ha mai fatto nulla per esaltarne e tutelarne l'autorità?...
Vi dico la verità...Se io abitassi a Milano, non uscirei di casa dopo le due del pomeriggio...Se abitassi a Varese...magari dopo l'imbrunire..Ma io sono nato, cresciuto e attualmente vivo a Cunardo. Le baby gangs, le realtà metropolitane così lontane dalla quotidianeità di paese non mi avevano ancora toccato...La maleducazione, la mancanza di rispetto e di valori verso le autorità, gli anziani, le guide, i portatori di esperienza e di esempi, non pensavo avrebbero mai toccato i paesini di provincia...per lo meno così in fretta... Quando ero bambino mia nonna Veronica mi disse: devi sempre salutare tutti quelli più grandi di te, anche se non li conosci. E lo feci per anni...Poi diventai grande e vidi che spesso salutavo persone che neppure mi guardavano in faccia, che rispondevano solo se salutavo per primo.....Una volta, due...poi alla terza il Gra ti tira una riga e sei fuori per sempre.
Da ragazzino abbassavo la testa se incontravo una persona adulta...Era un riflesso incondizionato. Era il rispetto ''dovuto'' a chi aveva vissuto la vita di sacrifici, la guerra, le responsabilità famigliari, le preoccupazioni. Non era paura..Era quasi vergogna di essere ancora nella fase della spensieratezza, mentre loro combattevano ogni giorno da sempre con le cose ''importanti'' della vita. Salutavo sempre con rispetto e riverenza. Ma non mi vergognavo, ne mi sentivo succube. Cavoli...erano uomini da cui sapevi di poter solo prendere esempio e valori. Ho amato da sempre quando frequentavo i bar sedermi con quelli più grandi di me...E quante storie ho conosciuto. Quanti valori che ho appreso. Ok...Io ho solo 60 anni. Non penso di dimostrarli. Mi vesto in maniera sportiva, giovanile. Mentalmente ancora vivo il ventennio tra gli anni 80 e il 2000. Mi piace ancora poter esaltare la mia freschezza interiore. Più per me stesso e chi mi circonda regolarmente, che non per vanità. Sicuramente sono consapevole di non potermi più mettere la minigonna o truccarmi da troione. Sicuramente so che fisicamente i cigolii che sento sono allarmi di qualcosa che si sta usurando adagino, pianino, pianino...Un briciolo di consapevolezza ci vuole...Però posso stare anche in mezzo ai ragazzi più giovani. Ho molti argomenti che posso condividere con loro se fosse il caso. Soprattutto la voglia di confronto. Eppure il fatto dell'altro giorno a scuola...la mia scuola, quella che mi ha visto sui banchi per 8 anni, mi ha scioccato. Cazzo. Davvero siamo già a questi livelli anche in isole felici come paesini di provincia da 3000 anime errotti? Ultimamente avevo già avuto confronti con le nuove generazioni del paese. Una per tutte, con un bambino che avrà avuto 10 anni forse...Ero seduto col Pac al parchetto per bambini, ex cimitero. Discutevamo su una panchina..Arriva un bambino con amichetta, vestito da hippopparo, tutto in nero e collanazza simil oro, con berretto Air Jordan..visiera a paletta, grosso bicchiere di plastica trasparente, in mano, con coperchio e cannuccia e si siede su di un altalena di fronte a noi...Finisce il contenuto e con non chalance lo butta a terra...sulla gomma nera ai piedi dell'altalena...Continuo a parlare col Pac...Vedo che il bambino manco considera che a due metri ce' il bidene dei rifiuti. Mi alzo...vado da lui e gli dico: ''Ascolta, spero che prima che andiate via, raccoglierai il bicchiere e lo getterai nel bidone là vicino...Immagina se ogni giorno qui venissero 100 persone..e ognuna buttasse un bichiere di plastica per terra...In una settimana sarebbero 700 bicchieri...Ti piacerebbe tornare qui?...In un luogo dove è pieno di bicchieri lasciati ogni dove?...'' Mi guarda con apatia e mi dice....''A me non mi cambia la vita....'' avrei voluto avere lì suo padre in quel momento...Sta di fatto che ho temporeggiato con il Pac fino a che ho potuto...Poi fortunatamente il bambino se ne è andato prima di Noi...Ma ha cercato in tutti i modi di sfiancarmi...Non ha mai abbassato lo sguardo quando lo fissavo...Si è chinato, ha raccolto il bicchiere e con palese fastidio lo ha gettato nel bidone giallo...Un' altra volta al tigros mentre sto uscendo, incrocio un manipolo di bimbiminchia...ragazzini e ragazzine. Il ''boss'', si apriva la strada tra le porte, gridando a voce alta e guidando il gruppetto di sottoposti come fosse allo stadio. Ho le mani occupate e uscendo mi urta. Mi giro e lo fisso. Mi guarda e prosegue. Pochi metri e sento borbottare e i suoi fidanzatini che ridono a crepapelle... Ok...L'episodio di giovedì mi ha fatto pensare soprattutto, che tra 10 anni, qualora ne avrò 70....sarebbe davvero umiliante e doloroso, sentirsi sbeffeggiato, deriso e impotente davanti a simili situazioni. Soprattutto nel paeseino dove sei nato e cresciuto. Ho provato un senso di fastidio. Come se mi fossi sentito defraudato di qualcosa che per diritto di vita è mio. Il rispetto nel paese. La conoscenza storica e delle persone, del posto in cui sono nato. Ho provato davvero un senso di schifo. Per il menefreghismo, per la superficialità, per l'egoismo con cui genitori crescono i figli. Per la falsità e la vigliaccheria di non esaminarsi ed ammettere che non è il modo giusto. Che in tutte le famiglie si da le colpe alle compagnie e non considerano che anche il figlio è parte di ''compagnie'' di altri...Io non ho medicine per questo cancro...Sicuramente provvedimenti più mirati e decisi. Riacquistare uno status di autorità dopo anni e anni di caos e lassismo non è semplice. Colpiscano di più i genitori. In modo severo e perentorio. Rivalutino la figura dell'insegnante, della scuola come tempio e convolgano le famiglie nelle pecche dei figli. Qualcuno dirà come sempre....Eeeeeh...Non è facile. I tempi sono cambiati...Ok..Ditemi cosa cè di facile in Italia?... e ditemi chi li ha cambiati...Io lo so. Tschuss.  

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