GRAZIANO, TI DEVO COMUNICARE CHE HAI UN TUMORE.....🤔 WOW...OK...PARLIAMONE....

ATTENZIONE: Questo post contiene riflessioni personali dettate da esperienze reali e quindi somatizzate in modo soggettivo. Non vogliono essere in alcun modo condizionanti, in caso di speranze o di realtà attuali, per nessuno che legga ciò che scrivo sul mio profilo. Siete in tempo a non proseguire nella lettura. Se avessi deciso per un titolo dedicato a Mihailovic, probabilmente qualcuno avrebbe pensato: Ah...il solito post dedicato a un calciatore...No...Non e' così...E' dedicato a me...Solo a me.
_Partiamo infatti da me:
Tra qualche settimana concluderò il mio sessantesimo anno di vita. Avrei già dovuto essere morto nel

1967 o nel 1983. Mi ritengo un miracolato. Questa cosa oltre che crearmi tanti dubbi e interrogativi sul perchè di ciò, ha fatto si che qualsiasi cosa mi potesse succedere attualmente non mi faccia sentire degno di pregare o di abbandonarmi alla clemenza di entità ultraterrene...Diciamocelo..Quel che sarà, sarà. L'ultimo esame del sangue risale a 5 anni fa...L'ultimo controllo della pressione?...Boh...Il dito in culo ancora non me lo hanno messo...Scelta mia...Pigrizia più che altro. Controlli vari per tetto di età raggiunti?...Neppure uno...Ho ancora un forte, altezzoso, senso di invulnerabilità. Oltre che di incoscienza. Una convinzione supponente di essere riuscito finora a nascondermi al destino. Prima o poi tanto mi troverà...Ok..Lo ammetto..E' calata la vista...quella si...Ogni tanto ho momenti di affanno...qualche defaillance respiratoria, di ansia e panico, ma ero abituato ad una vita da atleta...Quindi inutile guardare il capello. Il pisello reagisce ancora alla grande. Tutto sotto controllo insomma. Bene. Credo comunque, che ognuno di Noi si sia posto in passato la fatidica domanda: ''E se un giorno mi dicessero che ho un tumore?''...Credo che le conseguenti reazioni, sarebbero soggettive, imponderabili a priori e dettate soprattutto dallo status in cui si vive e che ci circonda. Non ci sono regole. Se hai famiglia, figli...nipoti...sicuramente sarebbe pesante accettare la cosa. Se hai amici, conoscenti, che stanno per affrontare questo subdolo ostacolo...da fuori ti verrebbe davvero meno critico ponderare ciò che comporta....Ma ti farebbe ugualmente riflettere. Ho perso mio padre...mia madre...mia sorella (quella sbagliata)..per tumore. Tre su tre. Filotto. Tombola. Ho visto avvizzire fisicamente le mie radici. Le persone più intime, senza poter cambiare il loro destino. Ho assisitito ogni volta impotente e inerme. Mio padre, il Bepi, se ne andò che Io ero ancora incosciente e estraneo alla irrefrenabile parabola della vita...Si, ok...Lo sai, che prima o poi resterai solo. Dopo 9 anni di tribolazioni e di continui ricoveri in ospedale, il Bepi nel 1994 se ne va. Con serenità...Consapevole. Senza un lamento, senza pesare. Senza essere mai stato di ingombro. Si fece anche la barba quella mattina, per presentarsi a San Pietro....Quando si ammalò la Clara, ero più guardingo. Ancora in me c'era speranza. Dopotutto, la Clara non era mai stata dal dentista in vita sua...Mai un pap-test..mai una visita..Mai una malattia in 80 anni. Solo una mastite dopo la prima gravidanza negli anni 50. Tumore anche lei. Alla colicisti. Due anni, pronosticò il doc. Due anni furono. Fu un degrado, lento e continuo. Abitavo a Cugliate. Lavoravo a Luino. Passavo a Cunardo la mattina alle sei ad accendergli la stufa. Andavo al lavoro. Tornavo a mezzogiorno a Cunardo, cucinavo per Lei, spesso non mangiavo, facevo il giro del tavolo e ritornavo al lavoro. Sempre con il pensiero. La sera passavo per accertarmi che fosse tutto a posto. Poi alle 19 arrivava la Rosi dalla Svizzera e io tornavo a Cugliate. Col tempo la situazione non migliorava. Cominciai a lavarla anche intimamente. Il sedere, la patata. Immaginate l'umiliazione di vostra madre...che si fa lavare la patata dal figlio maschio...Tutte cose che ''poi'', una volta metabolizzate, mi hanno fortificato, rafforzato...Ma anche reso cinico, distaccato e perentorio nei confronti delle malattie e della morte. Ma proprio poi, poi, poi... Arrivai quindi a sperare che mia mamma morisse presto. Durante le passate della fresa, in officina...pensavo: ''Ma quando è che  se ne va?..Ma anche: ''E poi dopo? Come sarà ?.''. Il Bepi era mancato nel 1994...Ma un genitore lo avevo ancora...La Clara se ne andò nel 2009 e giuro che nonostante avessi 46 anni mi sentii abbandonato sulla terra in pochi secondi..Senza più radici. Senza poter tornare indietro. Due su due. Nel 2016 si ammala la Rosi. Improvvisamente. Tumore. Pancreas. 59 anni. I miei anni di oggi mentre scrivo...Tutto durò solo 8 mesi. Era una guerriera la Rosi...Ma si dovette arrendere incondizionatamente. Assistetti agli ultimi due giorni in ospice al Menotti di Laveno. Una donna bellissima...Sempre curata e impeccabile nel look, sui suoi alti tacchi. In pochi giorni, fu ridotta ad un avvizzito, grottesco, manichino giallo, incosciente e alla mercè della malattia. Dove era in quei momenti il vostro magnanimo Dio?...Perchè farla soffrire e non portarsela con se nel regno dei cieli?...Subito!! Era in lista di attesa anche per l'aldilà? Che ci sia un iter burocratico anche per il trapasso? Era talmente dimagrita che perdeva la vera nuziale di mia madre nel letto. Le usciva dal dito ormai scheletrico. Mi chiese un giorno, mentre la imboccavo per un banale Yogurt...: ''Graziano...Ma sto per morire?...''. Sperai avvenisse in fretta. E dopo tre giorni, fortunatamente, avvenne. Tre su tre.
Da quel momento ogni volta che so che qualcuno ha contratto un tumore mi faccio il segno della croce. Per esorcizzare...Toccarsi i coglioni è contro la sfiga non contro le malattie. So che tanto non ne uscirà. E' morto già in quel momento per me. Questione di settimane. Mesi. Ma sei segnato. Anche negli ultimi mesi, a Cunardo, ho rivissuto certe sensazioni. Persone che hanno condiviso con me momenti gioiosi e fondamentali della mia crescita..Al momento della diagnosi, del propagarsi della notizia, li ho visti già morti. Ho pianto subito, non quando se ne sono andati. Mi da quasi pena seguire il loro sbattersi, annaspanti, per aggrapparsi a speranze e restare in questo mondo. Spinti dal non voler perdere rapporti famigliari, figli, nipoti. Ecco forse è proprio il fatto che io di radici non ne ho più. Io forse non ho motivi sufficienti per essere ancora positivo ad un futuro, che diciamocelo chiaro e tondo...non mi riserva più che altri 20 anni...sempre che il lume della ragione mi sostenga, altrimenti se devo diventare rimbambito, non me ne faccio un cazzo neppure di quelli. Una sola persona ho conosciuto che sembrava spacciata e ancora miracolosamente è in vita...Si ammalò prima di mia mamma..nel 2006. Era spacciata a giorni.. E' ancora oggi in auge. Che sia la famosa eccezione che conferma la regola? Tutto ciò per ricollegarmi a Sinisa Mihailovic. Ne è stata fatta un'icona. Un elogio alla combattività e alla resistenza..Alla forza d'animo e alla voglia di vivere. Lo riconosco. Lo era anche in campo. Ma mi spiace dirlo...il prossimo immolato sull'altare dei media sarà Gianluca Vialli. Mihailovic non mi ha sorpreso. Ho solo atteso con pena la sua resa alla signora con la falce. Ho lavorato con tanti ''Yugoslavi''. Serbi, Croati, Kosovari, Bosniaci....Sono così. Non hanno tempo di fermarsi e riflettere. Sono macchine da guerra. Tutto ciò che trovano sulla loro strada non richiede perdite di tempo in riflessioni o negoziati...Va abbattuto. Un mio collega..Bosniaco..un giorno davanti alla macchinetta del caffe' mi disse....''Sai..Io non capisco perchè noi Slavi dobbiamo sempre spaccare tutto. Voi Italiani se ce' un problema, parlate, riflettete...siete calmi...e cercate la soluzione. Noi invece ci incazziamo, beviamo e poi rompiamo tutto...''..Che sia un'indole etnica? Si..è probabile. Sinisa la ha messa in pratica anche contro la malattia. E sicuramente non ha mai pensato per u⚽️⚽️n attimo che questo avversario stavolta, gli avrebbe parato tutte le sue magiche punizioni...Quando ha visto che non c'era modo di segnare...non ha dato colpa ai nuovi palloni, ha abbassato il capo e si è arreso. Addio Sinisa. Grande uomo, grande calciatore e grande esempio, fino alla fine... 😔😢...Scusa se piango ora. Ma sei la conferma per me, a ciò che ormai ho radicato dentro. Che la speranza è solo un giorno in più...Uno dopo l'altro.... Ma non la guarigione.  ⚽️



     

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