26 MARZO 2014: OGGI 9 ANNI FA...FINALMENTE, LA CASINA E' MIA....

 
Ho un calendario a cubetti in camera da letto, fermo sul 26 marzo 2014. Quel giorno, la casina dove 51 anni prima, la cicogna mi lanciò per il camino, sul tavolo di marmo dove la Clara impastava il purè o i gnocchi, divenne MIA a tutti gli effetti. Di mia esclusiva proprietà. Con tutti i ricordi intrinsechi, con tutti i fantasmi e con tutte le magagne. Ricordo che finalmente nel 2014, dopo 5 anni di guerra fredda, (ultimo dei tanti ''meriti'' di quella là di Varese, che si affidò ad un avvocato) vissuta da me in maniera inerte, impassibile, senza iniziative, vissuta in attesa, seduto in poltrona, ad aspettare i risvolti per concludere la successione, dopo la dipartenza di Clara...mi ritrovai il 26 marzo di fronte ad un notaio. Ricordo che quella mattina, mentre elargivo 4500 euri per un ''faticoso lavoro'' di 20 minuti, chiesi al notaio stesso: ''Ma!?...Adesso la casa è mia sin da subito?.'' Il notaio con fare benevolo e paterno mi disse...''Certo. Solo sua. Nessuno la può più rivendicare.''. La mia casina è la casina dove nacqui 60 anni fa. E' impregnata di me. La mia anima si è radicata qui. Non avrei mai rinunciato ad essa per nulla al mondo. Fu facile. La controparte aveva una visione più materialistica dei sentimenti. La liquidai con un assegno per la sua quota di legittima..Anche se poi, col tempo, con i rimorsi e con la demenza galoppante, ne rivendicò un appartenenza ancestrale, che Io, non permetterò abbia mai uno sviluppo futuro. E' una casina strana...distribuita nei locali in modo strano e abitata da un proprietario effettivamente molto strano anche Lui. E' una casina che e' difficile da tenere pulita o splendente se sei un maniaco. Come ti giri, urti qualcosa, cade qualcosa, rompi qualcosa... Io cerco di non sporcare e di essere ordinato. Alla fine il lavoro risulta più veloce e minore. In questa casina ho passato l'intera vita...Anche negli anni che ho trascorso a Cugliate, (otto) ..non ce' stato un solo giorno che non ci sia entrato. Le mie gatte erano qui oltretutto..Molte cose non furono mai traslocate. L'intero solaio, con tutti i libri e i quaderni di scuola di sempre. I disegni degli anni stessi..I tanti quaderni e gli almanacchi di calcio internazionale di statistiche, scritti a mano..tra i 70 e gli 80. Decenni prima che arrivasse Internet. I posters appesi in cameretta, testimoni dei cambiamenti generazionali e personali, delle varie fasi di crescita. Le centinaia di musicassette della mia musica, prima che arrivassero i CD. In pratica, la stanza da cui ora scrivo, e che ora è divenuta studio, fu la stanza che per decenni fu la classica AREA 51, inviolabile ai grandi, di ogni adolescente. Il sancta sanctorum dei tuoi secreti da che entri in adolescenza e ne esci a 40 anni...insomma. Di tutti, tutti i segreti. Quel giorno di 9 anni fa però, coincise anche con la decisione di chiudere definitivamente con l'ultimo vincolo di sangue diretto oggi rimastomi. Fu proprio davanti al notaio. Fu l'ultima volta che mi rivolsi a voce, in maniera fisica, a mia sorella. Quella intelligente. Quella acculturata. Quella maestra di vita nonostante una vita di fallimenti. Quella superiore a tutti. Quella che però nonostante tutto abbia solo la terza media, si proprone spocchiosa e saccente maestra di vita, giudicando gli altri, valutandone la cultura e gli interessi, più o meno banali. Suscitai le ire del mio avvocato, in quell'occasione, che mi rimbrottò e mi disse che davanti a un notaio non ci si può inalberare così. Alla fine il notaio mi strinse la mano e mi si congratulò per la pazienza tenuta durante l'udienza. Da quel giorno la ho esclusa dalla mia vita. Ho cercato di non farmi coinvolgere da provocazioni e tentativi di approccio nell'arco degli anni. Tutti tentativi virtuali. Ho deciso che sto bene senza questa pendenza negativa nel quotidiano. Che i legami di sangue non contano un cazzo. Che ci sono vincoli che ti fanno stare bene solo se li tieni lontani. Ho tramutato il fastidio e il senso di rigetto per la sua presenza, negli anni, in odio. Odio è una parola grossa. Ma è così. Odio quella persona. Ma ormai con l'indifferenza, con la consapevolezza che non ne ho bisogno, che non e' mai stata parte fondamentale della mia vita ho superato finalmente quest'incombenza. Oggi e' una data che comprende gioie e amarezze. Malinconie e ricordi indelebili. Oggi da 14anni, da che se ne andò Clara, queste mura mi vedono come solo abitante regolare da 9 anni. Eravamo in 6 quando ci son nato. Ci sono fantasmi. Ci sono presenze impalpabili e rassicuranti. Ci sono ricordi, odori, colori e paesaggi immutati nel tempo. Questa è la mia casina. E qui cè la mia anima.

 

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