PERCHE' TRA TUTTI PROPRIO IO?


Oggi alla radio la domanda era..''Ti e' mai capitato di sentirti protagonista involontario di una situazione che ti lascia inebetito e ti obbliga alla domanda..Tra tutti...Perche' io?'' Ci ho pensato tutto il giorno e solo mentre mi cibbavo stasera, ho avuto la lampadina in corto...28 maggio 1983. Parto per naia. Destinazione Salerno. Ancora Branduardi style, prendo il treno da solo per espletare un anno di servizio militare. Ho voluto farlo. Solo 30 giorni prima ero in ospedale reparto Neuro.. in attesa del famoso tunnel luminoso causa coma per emorraggia cerebrale. Freccia del Sud. Prendo una cuccetta e pago 30.000 lire di piu'. Ma sono 18 ore di viaggio. Prima non ero mai andato oltre le colonne d'Ercole di San Siro...Questa volta un 12 mesi da per me..a cavarmela da solo, in mezzo a trolls, orchi, nonni, caporali frustrati e borghesi scalpitanti che riversano mesi di cattivita' obbligata sui piu' deboli. Caserma Cascino di Car nel centro di Salerno City. Seguiranno 4 mesi a San Giorgio a Cremano e crema finale Aviano in quel di Pordenone. Gia' all'arrivo, i camions verdi dei caporali ad aspettare e fare la spola tra caserma Cascino e stazione... Arrivo con uno dei primi convogli alle sette del mattino. Ti prelevano, ritirano cartolina azzurra e carta di identita'. Ti lasciano all'entrata della caserma per poi tornare in stazione a riprelevare i nuovi arrivi. Cosi' fino a mezzodi'. Ci scortano in un aula che puo' contenere almeno 250 persone. E' il discorso di ''benvenuto''. Mi siedo nelle prime file, i camions sono due o tre, quindi noi una cinquantina. Si presenta con garbo un Ufficiale. '' Buongiorno...Sono il Tenente Colonnello Ferrentino...siete qui per espletare il servizio militare...bla bla bla...ba bla bla..Al che prende dalla sua destra la pila di cartoline e carte d'identita' lasciate dai caporali e uno dopo l'altro, chiede di presentarsi chiedendo quale fosse la qualifica lavorativa o studentesca e il lavoro dei genitori. Dopodiche' un caporale accompagnava il suddetto al ritiro delle vettovaglie e all'assegnazione del posto branda in camerata. Ok...Sono le 10. Il Gra ha gia sentito la tirtera per ben 4 volte...Ha visto gente arrivare coi camionsss dopo di lui, gia' scortati alla propria cuccia..e il Tenente Colonnello Ferrentino non accennare a fermarsi...Al che al quinto discorso, ormai tormentone estivo da spiaggia, azzarda la manina alzata...Il TenCol..si ferma..mi dice con gentilezza..''Mi dica...'' Io con una certa titubanza gli dico..''Vede..io sono arrivato con uno dei primi camions...verso le sette...Ho gia' visto gente arrivata dopo di me allontanarsi dall'aula..Ma a me ancora non mi ha chiamato...''..Mi rassicura e mi dice..''Sara' sicuramente nei prossimi''... Sento ancora due discorsi..e il Colonnello ogni volta mi osserva per avere il mio dissenso di conferma con la testa sul fatto che ancora non mi avesse chiamato... Al che chiama un caporale...Parlotta nell'orecchio...Dopo circa un quarto d'ora il caporale torna con la mia cartolina azzurra e la mia carta di identita'. Tra 2500 reclute era finita sotto il sedile. Io ebbi l'ultimo posto branda nella parte alta di un letto a castello nella campata prima dei servizi igienici. In pratica l'ulitimo posto in ordine di assegnazione. Gia' nel mentre io mi dissi....'' Cazzo Gra....Comincia bene...tra 2500 persone proprio tu...'' Tutto vero.
P.S. Quanto mai hanno abolito il servizio di leva obbligatorio. Non serviva a una cippa, ma avrebbe raddrizzato la gobba a tanti bimbiminchia mononeuronici della nuova generazione. Tschuss.

PERCHE' SONO ANCORA QUA?

RIFLESSIONE
Ok...Quando per cause forza maggiore hai tanto tempo per pensare.....leggi, Cassa Integrazione...spesso e volentieri impieghi il tempo arabattandoti in seghe mentali passate e presenti, ma mai, nonostante il silenzio e i tentativi trovi delle soluzioni costruttive. Quasi sempre e' un modo per ripassare il passato e rinnovarti domande che tanto non avranno mai risposta.Tagliamo corto...Circa dieci giorni fa e' stato il mio compleanno...Rinnovo a tutti la mia gratitudine per la partecipazione all'evento anche con un semplice intervento qui sul mio profilo..Davvero, grazie. Come in passato mi successe piu' volte, vuoi per repulisti, vuoi per casualita' mi torna tra le mani la lettera di dimissione dall'ospedale che diede inizio ad una mia seconda fase di vita.....Bah...diciamocelo...io ho sempre pensato che nella mia vita i compleanni sono 4....Quando sono nato, le due volte che mi hanno preso per i capelli e mi hanno fatto rinascere e la volta che qualcuno mi prese per le spalle e non mi permise di lasciare questo mondo incomprensibile, cosi' variabile, da non riuscire a rendere stabile la tua visione degli eventi, nell'arco di un' intera vita. E allora ti chiedi....perche' io sono ancora qui...? Perche' altri, che non hanno avuto possibilita' di vivere nei primi anni di vita o per inaspettato incidente nella fase piu' serena e entusiasta del loro tempo, sono stati scelti e ci hanno lasciati...? senza colpe, senza un motivo che suscitasse perplessita' di mancanza di dignita' per la vita, perche' sono stati subito ritirati dalla ditta produttrice e io invece sono ancora qui....? Insoddisfato, schifato di un mondo in cui non mi identifico, spesso in lotta con quell'entita' che per molti ci ha collocati qui per un periodo breve e instabile, che sotto le spoglie di una prova per guadagnarsi una collocazione futura piu' spirituale, ci rende tanto simili a marionette nelle mani di un disegno piu' grande di noi...? In poche parole...perche' sono ancora qui..? Dovevo compiere qualcosa di importante...? La ho gia' compiuta..? Semplice culo..? Ho assistito alla dipartita di tutti i miei piu' prossimi affetti..ne avrei fatto volentieri a meno essendone sempre stato coinvolto come parte diretta della situazione..Non vivo un momento di particolare serenita' e sinceramnete cio' che mi puo' riservare il futuro e' ancora aleatorio e incerto..Ma allora qual'e' il mio compito..? 27 maggio 1983. Mia madre va a letto e io resto a vedere Portobello. Mi ritrovo 4 giorni dopo in una stanza di ospedale a Varese che mi riveglio da un coma..Nessun tunnel di luce...solo buio e silenzio...Cazzarola...le infermiere erano premurose e carine e mi vergognavo boia di farmi cambiare il catetere...Mica ancora mi ero chiesto cosa ci facessi li'...Stavo alle voci che giravano per Cunardo..i roumors ne sapevano piu' di me sicuramente..poi coi capelli lunghi...sicuramente mi drogavo stando al Sindaco...Tze'....25 giorni di osservazione. Al 23 giugno dovevo partire per naia. Lettera di dimissione e il primario mi dice...Tu hai avuto un culo della Madonna..Bah..Emoraggia cerebrale di 4' grado. Cazzoooo..!!!. Ma dottore..Posso ancora giocare a palloneeee..? Quello era il mio unico pensiero. Ho tenuto segreta la cosa per ogni visita medico/integrativa di inizio campionato, altrimenti la Federazione memore del caso Curi, mi avrebbe impedito di partecipare a qualsiasi attivita' agonistica. Non ho mai avuto ripercussioni fisiche ricoducibii all'accaduto .Partii per militare ma il quid rimase...Perche' non sono morto..? Perche' a sei anni per le tonsille fui gia' salvato con raffiche di trasfusioni per emoraggia interna...? Forse per avere argomenti validi contro le insistenze di Testimoni di Geova..? Perche' ad altri senza peccati e senza colpe non e' stata concessa neppure una possibilita'.? E allora ti chiedi...ma Dio nostro Signore fa preferenze...o sceglie a cazzo ? O ci sono preposti che sbrigano le sue pratiche e prendono mazzette o chiedono poi rivalse inaspettate...Mi sento un privilegiato ma a volte sinceramente non mi sento cosi' grato del regalo fattomi...il tempo mi ha insegnato che vive meglio chi non pensa, per cui dopotuto se non so apprezzare a fondo questo dono, puo' anche essere che non sia solo colpa mia...Tschuss. ;)
    

2020...OK....PERCHE' ESISTO ANCORA...?

RIFLESSIONE
Ok...Quando per cause forza maggiore hai tanto tempo per pensare.....leggi, Cassa Integrazione...spesso e volentieri impieghi il tempo arabattandoti in seghe mentali passate e presenti, ma mai, nonostante il silenzio e i tentativi trovi delle soluzioni costruttive. Quasi sempre e' un modo per ripassare il passato e rinnovarti domande che tanto non avranno mai risposta.Tagliamo corto...Circa dieci giorni fa e' stato il mio compleanno...Rinnovo a tutti la mia gratitudine per la partecipazione all'evento anche con un semplice intervento qui sul mio profilo..Davvero, grazie. Come in passato mi successe piu' volte, vuoi per repulisti, vuoi per casualita' mi torna tra le mani la lettera di dimissione dall'ospedale che diede inizio ad una mia seconda fase di vita.....Bah...diciamocelo...io ho sempre pensato che nella mia vita i compleanni sono 4....Quando sono nato, le due volte che mi hanno preso per i capelli e mi hanno fatto rinascere e la volta che qualcuno mi prese per le spalle e non mi permise di lasciare questo mondo incomprensibile, cosi' variabile, da non riuscire a rendere stabile la tua visione degli eventi, nell'arco di un' intera vita. E allora ti chiedi....perche' io sono ancora qui...? Perche' altri, che non hanno avuto possibilita' di vivere nei primi anni di vita o per inaspettato incidente nella fase piu' serena e entusiasta del loro tempo, sono stati scelti e ci hanno lasciati...? senza colpe, senza un motivo che suscitasse perplessita' di mancanza di dignita' per la vita, perche' sono stati subito ritirati dalla ditta produttrice e io invece sono ancora qui....? Insoddisfato, schifato di un mondo in cui non mi identifico, spesso in lotta con quell'entita' che per molti ci ha collocati qui per un periodo breve e instabile, che sotto le spoglie di una prova per guadagnarsi una collocazione futura piu' spirituale, ci rende tanto simili a marionette nelle mani di un disegno piu' grande di noi...? In poche parole...perche' sono ancora qui..? Dovevo compiere qualcosa di importante...? La ho gia' compiuta..? Semplice culo..? Ho assistito alla dipartita di tutti i miei piu' prossimi affetti..ne avrei fatto volentieri a meno essendone sempre stato coinvolto come parte diretta della situazione..Non vivo un momento di particolare serenita' e sinceramnete cio' che mi puo' riservare il futuro e' ancora aleatorio e incerto..Ma allora qual'e' il mio compito..? 27 maggio 1983. Mia madre va a letto e io resto a vedere Portobello. Mi ritrovo 4 giorni dopo in una stanza di ospedale a Varese che mi riveglio da un coma..Nessun tunnel di luce...solo buio e silenzio...Cazzarola...le infermiere erano premurose e carine e mi vergognavo boia di farmi cambiare il catetere...Mica ancora mi ero chiesto cosa ci facessi li'...Stavo alle voci che giravano per Cunardo..i roumors ne sapevano piu' di me sicuramente..poi coi capelli lunghi...sicuramente mi drogavo stando al Sindaco...Tze'....25 giorni di osservazione. Al 23 giugno dovevo partire per naia. Lettera di dimissione e il primario mi dice...Tu hai avuto un culo della Madonna..Bah..Emoraggia cerebrale di 4' grado. Cazzoooo..!!!. Ma dottore..Posso ancora giocare a palloneeee..? Quello era il mio unico pensiero. Ho tenuto segreta la cosa per ogni visita medico/integrativa di inizio campionato, altrimenti la Federazione memore del caso Curi, mi avrebbe impedito di partecipare a qualsiasi attivita' agonistica. Non ho mai avuto ripercussioni fisiche ricoducibii all'accaduto .Partii per militare ma il quid rimase...Perche' non sono morto..? Perche' a sei anni per le tonsille fui gia' salvato con raffiche di trasfusioni per emoraggia interna...? Forse per avere argomenti validi contro le insistenze di Testimoni di Geova..? Perche' ad altri senza peccati e senza colpe non e' stata concessa neppure una possibilita'.? E allora ti chiedi...ma Dio nostro Signore fa preferenze...o sceglie a cazzo ? O ci sono preposti che sbrigano le sue pratiche e prendono mazzette o chiedono poi rivalse inaspettate...Mi sento un privilegiato ma a volte sinceramente non mi sento cosi' grato del regalo fattomi...il tempo mi ha insegnato che vive meglio chi non pensa, per cui dopotuto se non so apprezzare a fondo questo dono, puo' anche essere che non sia solo colpa mia...Tschuss. 

PER IL MISTER, GIOVANNI BARASSI.


Ho accantonato presto le velleita' calcistico professionistiche. Avevo 11 anni quando mi proposero un provino per l'Inter. Mi spaventai. Rinunciai, per non affrontare il rifiuto. Mi accontentai di essere incensato in provincia, che non un anonimo nel calcio che conta. Devo ammettere che fino ai 21 anni mi sentii orgoglioso di essere il futuro della societa' calcio del mio paese. Avevo 17 anni. Ero capitano della squadra dell'FC Cunardo, il mio paese e avevo segnato 18 gol in Terza categoria l'anno precedente, giocando la mattina negli allievi e il pomeriggio in prima squadra...La terza categoria e' sempre stato un torneo bistrattato. Un torneo per scarponi si definiva. Era invece un cimitero di elefanti, dove appassionati, provenienti da anni nelle serie superiori, eroi di battaglie gloriose, duri ad ammettere che il tempo piu' verde era trascorso, continuavano a lustrare i tacchetti ogni domenica. Una fucina di malizie, di trucchi del mestiere. Una location di campi sterrati improponibili, al limite dell'omologazione..dove il contatto fisico era continuo, dove dovevi evitare le tagliole, le scuri e le alabarde degli stopper di turno..spesso vere e proprie dighe che ti separavano dalla porta, dove i passaggi troppo lunghi o troppo corti erano all'ordine del giorno. Dove lottare su rimbalzi o palle perse ti succhiavano la lucidita' e il tempo per ragionare...Dove le doti tecniche spesso erano messe da parte a scapito di sacrificio agonistico e dispendio di energie...Quando finii il militare mi ritrovai con una squalifica di due anni da scontare..Uno dei tanti imprevisti di un calcio dilettantistico di provincia...Volevo migliorare e quando Il Gino mi propose o Cittiglio o Tresiana o Casport..decisi per la Casport. Arrivai in prestito. Con una grande voglia di migliorare...convinto di poter competere con chiunque, ma anche consapevole di un carattere non consono al mio ruolo. Ho sempre giocato centravanti. E se vuoi emergere, l'egoismo deve far parte di te. Ero troppo altruista per un ruolo simile. Troppo accondiscendente...Me la cavavo anche come trequartista...Ma devi avere il doppio della fiducia di chi ti allena e dei compagni..L'impatto fu favorevole. Il mister Giovanni Barassi...mi fece sentire subito integrato, subito parte della squadra. Ebbi su di lui grandi referenze tra la gente del mio paese che lo conosceva. Aveva metodi di allenamento gia' molto avanti rispetto gli standard dilettantistici del tempo..Si capiva che arrivava da una scuola Svizzera o Tedesca..L'approccio coi compagni fu piu' da lavorarci. Un gruppo anziano diffidente..e soprattutto un contesto Luinese molto compatto, dove tutti si conoscevano da anni..per alterni trascorsi nelle varie giovanili delle societa' piu' rinomate della sponda del lago Maggiore. Ero tranquillo. Sentivo nel mister considerazione, possibilita' di dialogo e di confronto. Poi...era uno che faceva gli allenamenti con te..che dava l'esempio...La maledizione volle che durante la preparazione mi infortunai ad una caviglia. Una distorsione malefica...seria. Non la curai. Il mio pensiero era il non poter stare al passo coi tempi della squadra...Andavo lo stesso agli allenamenti per sentirmi parte del gruppo...Arrivai al punto di fingere che ero guarito ma il mister Barassi si accorse che la mia corsa non era spontanea..Ricordo che mi disse...''Graziano sei sicuro di essere guarito?...''..''Si mister tutto a posto..''...Mah...a me sembra che non stai correndo in modo fluido e spontaneo...''..Vero mi aveva sgamato...Forzare i tempi mi comporto' un'infiammazione anche all'altra caviglia e quando il campionato comincio'..io ero ancora indietro con la preparazione. Quando le caviglie cominciarono a riprendere forza, il mister Barassi mi disse...''Graziano..Ho notato che nei primi passi dello scatto sei un po' in difficolta', poi riprendi sul lungo..avresti bisogno di potenziare di piu' le caviglie...Ti va di venire a fare un allenamento in piu'..Giovedi' sera?''.. ''Certo mister...ci vediamo giovedi'''...Pensai..Ma chi glielo fa fare? Il torneo era gia' iniziato..Si preoccupa per me che ancora non ho potuto essere a disposizione?....Quel giovedi' sotto un acquazzone biblico eravamo solo io mister Barassi ed Eberli...Ricordo che feci decine di giri di campo prima su di un piede poi su un altro...ripetute su scalini prima con un piede e poi su un altro...balzi tra i cerchi da hula hop con un piede e con un altro..Al termine dell'allenamento, bagnati come pulcini, prima di tonare a casa Mister Barassi mi invito' a casa sua per un uovo al tegamino...Mi presento sua moglie...Chiacchierammo del piu' e del meno e gli dissi che ero tifoso del Bayern. Sentii considerazione. Mi sentii potanzialmente valido, per aver suscitato disponibilita' in un Mister cosi' preparato. Ne ebbi ancor piu' stima e anche affetto. Esordii contro il Brebbia a Brebbia...Segnai la mia prima rete in seconda categoria dopo un quarto d'ora...Le settimane seguenti in societa' comincio' una crisi interna. Nonostante fossimo primi in classifica. Dopo la vittoria a Belforte per 6:1, mister Barassi rassegno' le dimissioni per visioni discordanti con alcuni dirigenti...La squadra fu affidata al Giulio Cattel...La formazione divenne un circolo chiuso di ex del Luino e amici e conoscenti.  Arrivammo secondi dopo la Sestese...Per me fu un anno di rilevante importanza per la mia crescita calcistica..Rimpiansi da subito le dimissioni del mister Barassi...Ovunque ho giocato ho sempre giocato per merito. Guadagnandomi il posto. Non sono mai stato paraculato, amico dell'allenatore o figlio del presidente. Ho sempre fatto gli allenamenti pur sapendo che non sono il metro giusto per poi poter scendere in campo, se hai allenatori disonesti. Anche quando il lavoro a turni, mi impose di potermi allenare a settimane alterne, riuscii sempre a mantenere il posto in squadra con sacrificio e rispetto per gli altri. Ho segnato molti gol....ma molti meno, di quanti avrei potuto...ma senza presunzione, sempre bellissimi e decisivi....Giocare su campi piu' grandi, spaziosi, mi ha permesso in seguito una versatilita' di ruoli, perche' fondamentalmente non ero scarso tecnicamente....Ho smesso di giocare a 37 anni. Ho allenato per tre, prima di essere nauseato da una generazione di scansafatiche supportate da genitori frustrati calcisticamente...Ho vissuto due fasi calcistiche. La seconda comincio' quando incontrai il Mister Giovanni Barassi. Nel 1984. Quando l'altro ieri trovai la sua richiesta di amicizia su FB rimasi di sasso...Che si fosse ricordato di me?...Lui?..Uno che ha vissuto 50 anni calcio attivamente e facce ne ha viste passare...E' stata un'emozione grandissima. Un'emozione che merita un ricordo scritto...per nmon essere mai dimenticato. Grazie Mister.    



LA PANCHINA IN PIAZZA....

RIFLESSIONE
Da che ero ragazzo, ho sempre immaginato la fine di un percorso di vita come una panchina posta in faccia a un tramonto su cui sedersi e nel silenzio rimirare un paesaggio a perdita d'occhio e valutare quello che ci ha soddisfatti, che ci ha delusi o ingannati e quindi tirare un bilancio di una vita che ci sta dando le avvisaglie che siamo ormai ai titoli di coda. La immaginavo, quella panchina, la immaginavo con i colori dell'autunno e soprattutto ogni qualvolta guardavo mia mamma..la Clara..Se dopo una vita sempre nello stesso cortile, con una routine quotidiana sempre quella, giorno per giorno, anno dopo anno...si fosse potuta sedere e per un attimo riflettere sulla sua vita e concludere se si fosse sentita soddisfatta..L'incoscienza ci da tante soddisfazioni...l'ignoranza ci rende dei re. Se poi non sei possibilitata ai confronti, hai in mente solo una visione predestinata e immutabile delle cose.....Ha visto il mare per le gite delle pentole solo in tarda eta', non ha mai fatto vacanze in vita sua e ha mangiato la sua prima pizza in pizzeria a 81 anni. La volta che e' stata alle Corti sembrava un bimbo svegliatosi a Disneyland...Al ritorno racconto' alla Rosy con l'entusiasmo di un fanciullo e in modo confuso (troppo in una volta sola per lei) la nuova esperienza.. Ora quella panchina in faccia al tramonto c'é davvero... In Piazza IV Novembre, dietro il monumento...Guarda all'Auditorium e al San Martino. Mette angoscia solo a guadarla se immagini il suo possibile ruolo.....Riflette l'esatto utilizzo che ho sempre immaginato, un avamposto per ponderare sui tempi andati, ..Ponderare sul avvicinarsi di un tramonto, che non e' quello quotidiano ma quello di una vita...Un sentiero senza orizzonte che porta con se ricordi, sogni e progetti, riusciti e falliti.. Una volta le panchine di pietra della Piazza erano tre, due appoggiate al muro di cinta del parco Giroldi, poste ai lati del monumento e una dove comincia Via Vaccarossi sotto l'ennesima frase di Mussolini, ed erano rivolte verso il paese, verso la vita e il quotidiano ripetersi di rapporti, voci, botteghe in fermento e entrate e uscite scolastiche. Ora..l'unica e' rivolta verso i confini piu' lontani del paese, verso un immaginario raccoglimento introspetivo che ci fa pensare, rimuginare, sorridere o piangere. Venerdi' sera ho anche vissuto un momento dipinto spudoratamente con questi colori... .Scrivendolo ora, lo immortalo e gli do' vita..Parcheggio sotto la Piazza dopo il lavoro. Mentre salgo la salita, la sagoma assorta, seduta e intimamente proiettata nell'orizzonte, é distratta dalla mia unica presenza e mi riconosce. ''Guarda il Grazianooo...'' Lo guardo con malinconia prima ancora di dargli udienza..Mi conosce sin da piccolo..idem la mia famiglia. Mi conosce troppo...troppo, troppo.. Mi dice..''.Stavo riflettendo....'' Lo conoscete tutti, anche voi, se siete di Cunardo...É stato parte della nostra storia per varie generazioni. Per me poi...Un istituzione. Un avamposto di beni di prima necessita' dell'ultima ora, fino alla fine. Imbiancato. Stanco. Con gli occhi spenti..La voce bassa e flebile. Rassegnato e timoroso quasi che un tramonto, nella sua gelida indifferenza non gli conceda tempo x risolvere rapporti famigliari tribolati in sospeso da anni... Mi chiede di me..Se lavoro, la salute, se non ho intenzione di sposarmi o se non intendo fare passi di distensione verso ''quella'' di Varese. Mi dice che mi invidia...perchè io lavoro ancora...sono più giovane quindi...Gli scappa un accennato sorriso..Sente il peso degli anni e della noia..e di una Cunardo irriconoscibile. Mi decanta le lodi del libro del Bossi, che lo ha riportato indietro nel tempo con le sue foto con i personaggi della sua Cunardo, quella vera. Sento che gli si apre il cuore al pensiero, oltre che dare colore allo sguardo.... Personaggi unici e indimenticabili gli escono di bocca. Per un po' trova l'entusiasmo per lasciarsi coinvolgere dai ricordi... Le domande sono piu' che altro per sapere di me..Non si lagna, non si lamenta, non approfitta per fare piagnistei...Mi ricorda momenti lontani nel tempo e si sorprende a vedermi ancora come un bocia...Ha lasciato un buco incolmabile. E' stato un mito della Cunardo di ieri...Mi spiace per i ragazzini che non hanno mai potuto fare l'ultimo pit stop prima di iniziare la giornata scolastica. ;) Al momento dell'incontro avevo in borsa surgelati che deperivano. Un'ottima scusante per uscire da quella bolla di sapone che ci avvolgeva di ricordi passati, ma che scoppiata ci riportava al presente. Il senso di malinconia che mi ha trasmesso mentre il sole solleticava il San Martino é stato grande. Lo saluto come si saluta una parte fondamentale del tuo passato. Con gli occhi che fingono gioia e un magone a mezz' asta... ma anche con uno strategico distacco creato a tavolino, che ti salva dal non sentirti troppo coinvolto...La speranza e' di non incontrarlo ancora, soprattutto in un contesto simile....Certi momenti sono troppo anche per me...Penso che non sia stata una buona idea quella fottuta panchina in quel posto li'...

PARLIAMO UN PO' DEL PALIO...??


Questa settimana va in onda la prima edizione di un Palio giocoforza On Line...Giocoforza, costretto dal regime di adattamento alle regole e norme, dei vari decreti contro il Coronavirus. Ho visto entusiasmo...per la novita' che esalta ormai l'abitudine a essere coinvolti in tutto, accendendo PC o Smartphone...Ho partecipato alle leggendarie prime 4 edizioni con la scritta Runchitt dipinta  a mano sulla maglietta, all'altezza del cuore...Ho fatto calcio, anche pallavolo per necessita'. I Runchitt se si esclude la roccaforte Vigezzi, non ha mai avuto un granche' di materiale umano...per cui ci si doveva prestare un po' a tutto...Avevo 16 anni...alla prima edizione. Quando partii militare nel 1983 il Palio cesso' di esistere...Era molto sentito..L'appartenenza al proprio Rione la esibivi per tutto l'anno...La sentivi soprattutto perche' trasmessa da persone molto avanti con l'eta'...Che oltre che essere Cunardesi, erano prima orgogliosi della zona che rappresentavano...Furono proprio questo orgoglio e questo fanatismo la causa che determino' la fine della manifestazione. Fu fautrice di molti rapporti interrotti, di alterchi e risse sfiorate nei vari bar del paese...Diatribe che si portarono avanti per sempre, mai chiarite e mai riappacificate...L'appartenenza al paese, al proprio Rione soprattutto e' andata scemando con gli anni, con il riciclo di persone arrivate da fuori senza radici nel paese.... La gente cambia casa, cambia paese, cambia indirizzo senza potersi identificare in radici di appartenenza ormai...Partecipa come ad un Giochi senza Frontiere, ma sentirsi dentro il proprio Rione e' altra cosa.  Ora..Molti di quei storici CapiRione non ci sono piu'....Per cui alla domanda che voglio sottoporre dubito qualcuno potra' rispondere....Siete tutti troppo piccolini..All'inizio era il Verbo.....opppsss....All'inizio erano 8 Rioni....Poi si decise per 6....Io ho sempre pensato che come Rione, noi Runchitt non avessimo molte persone da coinvolgere, per cui una fusione con le Torri sarebbe stata ben accetta...sotto un'unica bandiera...Infatti nacque il Burg....Senonche'...Qualche fenomeno decise che sarebbero stati rifatti anche i confini, cosicche' una fetta di Runchitt, ossia dalla Piazza IV Novembre, alla discesa della Forestale...Via Volta, fu aggregata alla Filanda...Ora 2..Provate a dire a uno dell'Istrice che da quast anno e' della Lupa, perche'....abbiamo deciso di rifare i confini...Ha deciso chi?...Una cosa cosi' la si puo' fare con gente che vive Cunardo come dormitorio, non con chi ci e' nato...Io mi ritrovo della Filanda dopo anni di Runchitt....Sia chiaro non ho nulla contro la Filanda...Ma la filanda col Cantun Merda non ha nulla a che vedere...Che si fermi alla fine di Via Roma...Ormai non partecipero' piu' ai vari Palii..Questo senso di non appartenenza ad un Rione impostomi, e' il fattore principale, pero' dall'alto della mia esperienza penso di poter dare qualche consiglio... Gli sport di squadra coinvolgono piu' persone...Calcio...pallavolo...anche basket, staffette varie di ciclismo, ski roll se necessario...Se si vuole coinvolgere un pubblico piu' eterogeneo basta includere per ogni squadra, un over 30, un over 40, un over 50...Le sostituzioni sarebbero necessarie e possibili solo con pari' eta' di livello...Un Over 50 per un over 50...Un over 40 per un over 40...con possibilita' di rientro...ecc. ecc...Si creerebbe un clima piu' soft, piu' ridanciano. Una rosa di una squadra coinvolge almeno 12 persone solo per uno sport..Si abbasserebbe il livello agonistico a vantaggio di folklore e di  partecipazione famigliare...Andiamo a vedere il nonno che gioca...A che servono competizioni  singole o di coppia?...Ping Pong , Calcetto, ...Certo sarebbero di complemento...sarebbero per dare piu' opportunita' a tutti...Sport come il Burraco? Ma daiii Cunardo patria del Burraco......Faccio un esempio...Io penso di cavarmela a scopa d'asse...Ma si gioca in Due...Mi propongo..Certo che se mi dicono...No guarda a scopa ci sono gia' Pinco e Pallino, faccio il dito e non gioco piu' a nessun altro gioco. La partecipzione nasce dall'integrare tutti indifferentemente dalle capacita'...Se si vuol solo vincere...Allora topi non ne prenderete piu'...Io ho partecipato con i Runchitt e non ho mai vinto nulla...Ma cavoli che orgoglio e quanto mi son divertito...Ero Runchitt...Ora mi sento come a Berlino Est...Tze.. Dai. Comunque Buona Fortuna per questa innovativa edizione. Vinca il migliore.









 

GRA'S ADVENTURES - L'OMETTO IN PIGIAMA


Stamattina sciopero...Era meglio lavorare...Tari, Telecom, Enel...senza Canone Rai..Mica lo pago. Un bel totale di 350 euri piu' tappa in Farmacia e beni di prima necessita' era meglio andare all'Avis. Oltrettutto ho cannellato la schedina per colpa dei cugini del Bayern...Esco di prima mattina...mi piace essere il primo..aspetto all'apertura ma sono sicuro che esco in fretta..Mattinata brumosa, nebbioligna e grigia...Tutto come mi sconfinfera a me. All'altezza della piazza 4 novembre scorgo un ometto con bastone, vestito leggero che procede verso il Cantun Merda...Sulla 70ina, Ben curato..ben pettinato...Un pensionato, penso, che si fa la camminatina per mantenere la circolazione ben carburata. Quando lo incrocio, noto che e' un pigiama non una tuta...Delle pantofoline blu nuove. Troppo leggero...minaccia pioggia a ore...Mi ferma e in italiano con inflessione di qua mi chiede...Mi scusa..Dove sto andando da questa parte.? Poi le parole cominciano a mischiarsi, talmente veloci e masticate che non si capisce cosa dice...Cerco di intuire...Dopo vari minuti capisco che voleva andare a trovare un amico che lavorava anni addietro con Lui, che staziona alle Terrazze, che e' di Mesenzana, ma che non conosce ne indirizzo ne ricorda il nome...Lo convinco che sta andando alla cieca...che e' vestito troppo leggero...che tra poco piovera', che sta andando in una zona ormai desolata e si sta allontanando sempre piu' dalle Terrazze...Mi e' sembrato in stato confusionale...Intanto penso che sto perdendo anche minuti al mio appostamento fuori della posta. Pero' riesco a convincerlo che oltre c'e' solo desolazione e la fine del paese...Mi ringrazia scombussolato e si gira per tornare sui suoi passi...Lo invito per un passaggio...Voglio accertarmi che alle Terrazze ci ritorni. Scendo a prendere la macchina e lo faccio salire. Odora di medicinali ma si vede che ama la cura personale. Mi fermo davanti al Cup...Gli chiedo Nonno, va bene qui?..Mi ringrazia cortesemente..Poi un ultimo scrupolo. Scendo le scale del Cup e interrompo la routine...''Scusate ho trovate quel signore che vagava in centro paese in stato indeciso...vestito troppo leggero per le previsioni..credo si sia allontanato dalla struttura...'' Come mucche che guardano i treni che passano le pittolaccate impiegate ci mettono piu' tempo di un carabiniere a realizzare...Poi una presa da un lampo di genio capisce..." Va bene lo facciamo sedere qui e chiamiamo i reparti...Grazie.'' Esco con la coscienza leggera. Ora in posta...Che l'azione da Boy Scout valga uno sconto sulle bollette?.....Seee CC.

26 AGOSTO 1972...CIAO NONNINA


Sono passati 44 anni, ma sei nel mio cuore come fosse ieri...
Ricordo ogni attimo vissuto con te con intensita'...come se invece di pochi anni che ti ho goduto, fossero stati secoli. Quando te ne andasti avevo solo 9 anni. Ricordo quando tornavo da scuola e sul carrettino nel laboratorio del Bebi trovavo spade e giocattoli di legno fatti con le assi delle cassette della frutta...quando con quel carrettino mi menavi in Tenda a raccogliere le patate o il granoturco e mentre tu lavoravi io giocavo sul bordo della rungia inseguendo libellule o stuzzicando mini ranocchie...quando mi riportavi, seduto sulla cima del carrettino colmo di patate, tirandolo fino a casa...Mi ricordo quando ti coprivi gli occhi se venivi ''da noi'' a vedere la tv e c'era un match di ''Boss'' perche' quella gente che si picchiava ti metteva tristezza.. ricordo quando ci sforzammo per settimane a insegnarti la parola ''capsula'' e tu insistevi con ''capusola''...Ricordo quando la tua lobbia si ammantava di pannocchie d'oro a seccare al sole e tu affittasti una sgranatrice...dal mulino del Rigamonti... allora la tua casa fu sgomberata...il mais divenne talmente alto sul pavimento che mi arrivava alle ginocchia come se fossimo nel deposito di Paperone. I tutoli ai conigli, le barbe per giocare io e le cugine di Luino e le foglie per materassi e cuscini...Ricordo l'odore del cucinato che permeava nella tua cucina...l'odore del caffe' Leone, surrogato macinato che di caffe' lasciava solo i fondi... Ricordo il giorno che arrivai di sorpresa nella tua stanza....ti eri appena lavata la testa...fu la prima volta che ti vidi senza il tuo cucunin..''lo chignon'' che ti raccoglieva i capelli con le forcine....Rimasi incantato da quella cascata di capelli lunghi e bianchi che ti copriva interamente la schiena quasi fino alle caviglie...Ricordo quando mi nascondevo per interi momenti sotto il tavolo della tua cucina aspettando il tuo rientro e quanti spaventi che ti feci prendere quando ti eri convinta di essere sola in casa e che non ci fosse nessuno....Ricordo i pomeriggi delle domeniche dopo il vespro, passati con te all'asilo con suor Maria Vittoria, quando mi si apri' la stanza segreta dei giocattoli...e lo stesso primo giorno d'asilo, quando fosti tu a venire a riprendermi alle quattro e io menando il cestino ti raccontavo di quello che avevo fatto....Ricordo quando all'ospedale te ne andasti...ma ero troppo piccolo per capire che davvero non ti avrei piu' vista...E' passato tanto tempo...Ora la tua nipotina preferita e' li' con te, ti stara' abbracciando...ha sempre avuto per te un adorazione ineguagliabile...Sarete li' tu lei e Biri' come nella foto...Adoro il tuo nome...Veronica....il piu' bello del mondo. Ha un suono bellissimo...un nome inconsueto per quel periodo...1891...sei di un altro secolo nonna, ma nel mio cuore sei sempre presente. Ti voglio un sacco di bene.

STORIA E ORIGINI DEL PESCE D'APRILE.....


Le origini di questa festa, che si tramanda da secoli in molti paesi del mondo, sono incerte.
Non si conosce esattamente il periodo in cui ebbe inizio, ne' per opera di chi. Gli studiosi di tradizioni popolari forniscono diverse versioni - basate piu' su congetture teoriche che su dati scientificamente provati - che avvolgono la nascita di questa tradizione in un alone di mistero. L’ipotesi piu' accreditata negli ambienti accademici fa risalire l’origine del pesce d’aprile ad un periodo antecedente al 154 A.C., quando il primo di aprile segnava l’inizio dell’anno. Piu' tardi, la Chiesa soppresse la festa stabilendo l’inizio dell’anno il primo di gennaio. La vecchia tradizione continuo' comunque a sopravvivere tra i pagani che per questo venivano derisi e scherniti.
Un’altra ipotesi, abbastanza diffusa, si rifa' invece al rito pagano, legato all’antico calendario giuliano, quando il primo di aprile segnava l’inizio del solstizio di primavera. Terminato l’inverno, l’avvento della stagione primaverile segnava il rinnovamento della terra e della vita. In questa occasione, tra il 25 di marzo e il primo di aprile, si usava propiziare gli de'i offrendo doni e facendo sacrifici in loro onore. La festa era anche occasione per esprimersi in massima liberta' con lazzi, burle e buffonerie. Con l’avvento del Cristianesimo, nell’Impero Romano feste di questo tipo furono sostituite con altre festivita' religiose al fine di far scomparire per sempre gli usi e le tradizioni pagane. Questo fu il destino che tocco' anche alla festa del primo di aprile, rimpiazzata da quella della Pasqua. Le persone che, nonostante cio', si ostinavano a festeggiare il vecchio rito pagano venivano ridicolizzate e fatte oggetto di scherzi e burle di ogni tipo. Entrambe le ipotesi, comunque, confermano la matrice pagana e buffonesca della festa, che continua tutt’oggi, seppur con sfumature diverse, a restare viva in gran parte del mondo. La bravata piu' antica di cui si ha notizia e' quella del maestro Buoncompagno da Firenze. Sul finire del XIII secolo questo simpatico personaggio fa sapere al popolo bolognese che il 1 aprile avrebbe sorvolato la Città usando un congegno di sua invenzione. Tra la popolazione la curiosita' e' tanta e tutti, nel giorno stabilito, si recano al Monte di Santa Maria per assistere allo strepitoso spettacolo. Puntuale, Buoncompagno si presenta all’appuntamento con un paio di enormi ali ma… un improvviso vento sfavorevole impedisce il volo! Quella che doveva essere una simulazione del volo d’uccello in realta' era un goliardico pesce d’aprile. Nel marzo 1878 la Gazzetta d’Italia annuncia un’altra strana notizia. Il 1 aprile, nel parco delle Cascine, i fiorentini avrebbero potuto assistere alla cremazione di un mahraja' indiano. La curiosita' per una cerimonia del tutto sconosciuta in quell’epoca attira una grande folla. Inizia l’attesa, passano le ore ma non arriva nessun carro funebre con la salma dell’indiano da cremare. Poi, all’improvviso, tra i cespugli, si fa strada un gruppo di ragazzi che gridano: "Pesci d’Arno fritti!". Fortunato l’indiano, che non era morto, e beffati i fiorentini che, come raccontano le cronache dell’epoca, si allontanano ammutoliti... facendo gli indiani. Lo scherzo piu' difficile, ma anche uno tra i piu' riusciti, e' quello di Orson Welles. Per il 1 aprile 1938 il celebre regista americano progetta uno speciale programma radiofonico. A causa di problemi tecnici, pero', non e' possibile mandarlo in onda. Ma Welles non si arrende e qualche mese dopo, piu' precisamente il 30 ottobre, finalmente la radio trasmette "La Guerra dei Mondi": radiocronaca dello sbarco dei marziani. Tra la popolazione e' subito panico generalizzato. I centralini radiofonici delle stazioni di polizia e dei giornali vengono invasi da centinaia di telefonate: gli americani vogliono capire cosa stia succedendo. Qualcuno tira fuori la maschera antigas della prima guerra mondiale, tutti scappano terrorizzati nelle strade, prendendo d’assalto autobus e treni. C’e' persino chi afferma di averli visti davvero quei marziani. La cronaca della radio, che gia' all’epoca era considerata - soprattutto tra le masse - un medium di massima fiducia, si trasformatava in una realta' da incubo. L’indomani torna finalmente la calma, ma per le strade si contano danni per milioni di dollari. Il giorno prima non era stato il 1 aprile, ma ugualmente il programma di Orson Welles era stata una bella beffa per gli americani.
In Messico ad esempio, la chiamano "Dia de los Innocentes", perche' in origine il primo aprile ricordava la strage degli innocenti compiuta da Erode. In Francia, come del resto anche in Italia, si usa invece l’espressione "Poisson d’Avril" ("pesce d’aprile"), in riferimento al Sole che, alla fine di marzo, lascia il segno dei Pesci per entrare in Ariete.Nei paesi anglofoni, come ad esempio il Regno Unito e gli Stati Uniti, invece , la ricorrenza del primo aprile si chiama "April fool’s day" ("Il giorno dello sciocco d’aprile"), dove il termine "fool" richiama alla mente il "Fool", il folletto delle corti medioevali, sottolineando cosi' la connotazione scherzosa della festa. Infine, in Germania "Aprilscherz" e' piu' semplicemente lo "Scherzo d’Aprile". In Francia si ritiene che la sostituzione del vecchio rito pagano legato all’arrivo del nuovo anno, con quello del primo gennaio, sia da ascriversi a Re Carlo IX, che nel 1564, adotto' il Calendario gregoriano.Lo scherzo oggi piu' diffuso tra i bambini francesi e' quello di attaccare dietro la schiena dei loro amici un cartello a forma di pesce. Nel Regno Unito le origini della festa, probabilmente importata dalla Francia, si attestano intorno al XVIII secolo. In Scozia, il "pesce d’aprile" dura due giorni. Durante il secondo giorno, chiamato "Taily Day ("Giorno delle natiche"), gli scozzesi si divertono attaccando dietro le spalle del "Gawk", lo sciocco, un cartello recante la scritta "Kick me" ("Prendimi a calci"). Possiamo ben immaginare l’ilarita' che in questo giorno si scatena in Scozia. Negli Stati Uniti, la festa deriva dalla tradizione inglese. Quando gli inglesi si stabilirono in America perpetuarono l’uso di festeggiare il primo di aprile con scherzi veri e propri, a volte anche pesanti. La tradizione tedesca fa risalire l’origine di questa festa all’anno 1530, anno in cui gli Asburgo decisero di riformare il sistema monetario allora in vigore. Gran parte della popolazione attendeva con fermento la data del primo aprile per far fortuna sulle spalle di chi della riforma non era a conoscenza. Ma, la riforma, purtroppo per loro, non fu mai attuata e gli speculatori riscossero nient’altro che scherno. Oggi in Germania vengono fatti scherzi di ogni tipo che coinvolgono grandi e piccoli. Persino i giornali si divertono nel prendersi gioco dei lettori, pubblicando notizie improbabili, smentite ovviamente il giorno dopo. In Italia l’uso di festeggiare il pesce d’aprile, che risale al periodo a cavallo tra il 1840 e il 1860, e' stato importato dalla Francia a ragione delle relazioni commerciali che intercorrevano con la Città di Genova. In un primo momento la tradizione attecchi' solo tra i ceti medio-alti, poi si diffuse anche tra il resto della popolazione. E’ tradizione appendere un pesce di carta dietro la schiena del malcapitato o peggio ancora mandarlo alla ricerca di oggetti impossibili, facendolo correre incessantemente come uno "sciocco". Il pesce d’aprile viene festeggiato anche in India, dove esiste una analoga festa secolare chiamata "Huli".Il 31 di marzo, si usa prendersi gioco dei conoscenti, facendo compiere loro peripezie inutili. Usanza analoga ma data diversa invece in Messico, in cui "El Dia de los Innocentes" (l’equivalente del nostro pesce d’aprile) cade il 28 di dicembre e ricorda la strage degli innocenti compiuta da Erode. Lo spirito ilare dei messicani che li induce a sdrammatizzare persino le tragedie, esorcizzandole col riso, ha fatto in modo che questo giorno drammatico si trasformasse in una occasione di festa. In questo giorno tutto cio' che si concede in prestito non ritornera' piu' al legittimo proprietario, e lo scherzo consiste proprio nel convincere i conoscenti a prestare qualsiasi cosa. Se l’amico sprovveduto risponde alla richiesta, non sospettando lo scherzo, l’autore dello scherzo gli recapita a casa dei dolci o un piccolo giocattolo in memoria dei bambini innocenti uccisi da Erode.
Ho dimenticato di avvertirvi, che entrando in questo profilo del Gra oggi, avete beccato un Virus....si attivera' il primo di Aprile ;) Sorry


 

NAPOLI NAIA E BRADISISMO...1983

RIFLESSIONE...
Nel 1983 a Napoli presi parte per una settimana al ripresentarsi del fenomeno del bradisismo a Pozzuoli...Comincio' di sabato...Disteso sul mio cubo vidi i lampadari muoversi...pochi minuti dopo il caporale raccatto' gli unici 14 che non erano andati in libera uscita. Montai tende sotto la pioggia, di notte e di giorno senza orari prestabiliti..non si timbrava...non era un lavoro...Duro' una settimana consecutiva, per la mia compagnia...due mesi in totale per le caserme della Campania. La mia caserma ai piedi del Vesuvio...A san Giorgio a Cremano paese che diede i natali a Massimo Troisi...5 km da Napoli stazione Centrale.. ...Sballottati su camion tra Secondigliano,Torre Annunziata, Acerra...senza destinazioni preventivate. Ricordo una domenica pomeriggio in cui sotto un acquazzone esagerato..dopo 10 ore che gia' eravamo di servizio..ci capito' di montare tende in un campo sportivo circondato da condomini...In altri momenti quel campo lo avrei calpestato per segnare l'ennesimo gol...Terra battuta..che presto si trasformo' in fango...Sui balconi come tanti spettatori della partita domenicale di chissa' che categoria...gli indigeni del posto ci battevano la stecca apostrofandoci con sfotto' mentre loro al riparo ci guardavano montare le tende per loro. Un odio immenso per i locali, montava insieme alle tende...La Campania in quegli anni era esonerata dal servizio militare per il precedente disastroso terremoto dell'Irpinia...In pratica non facevano il servizio militare...e noi eravamo li' per loro...al loro posto. Avrei potuto non farlo il servizio militare...e' stata una scelta dopo l'emoraggia cerebrale che attraversai indenne solo tre mesi prima...Oggi sono orgoglioso di aver fatto quell'anno di esperienza...Ho sparato al poligono solo tre volte in un anno..Non ho partecipato a missioni all'estero anche se poi seppi che il mio nomintivo era il lista per il Libano come telescriventista. Ma ho partecipato in modo attivo per un anno, con i miei freschi 20 anni, alla vita del mio paese. Il nonnismo...la distanza da casa...dalla morosa....si superano se hai i coglioni...se cominci a capire che stai entrando nel mondo degli adulti. Chi prima, chi dopo....L'estate calda al Sud...L'inverno freddo in Friuli. Ma fu un arricchimento personale che in pochi mesi ti accresceva come uomo e come Italiano. Io oltretutto ero orgoglioso di appartenere alla stessa divisione Ariete di mio papa'. La Divisione che venne fatta a pezzi a El Alamein insieme alla Folgore e che si guadagno' il rispetto degli inglesi che ne decantarono tutti gli onori con elogi e complimenti per quello che puo' contare dopo una disfatta. Ariete, come il mio segno zodiacale. Piu' che capatosta, scassacoglioni in realta'. Il servizio militare non ha orari...Durava un anno....e in quell'anno eri disponibile per qualsiasi servizio utile alla comunita'...non solo per missioni di pace all'estero. Ora. Protezione civile...gruppi organizzati di volontari...gli immancabili Alpini, orgoglio nazionale, iniziative di solidarieta' monetaria senza certezza di fine raggiunto....La leva militare non doveva essere soppressa...Era il primo impatto con quello che ci stava fuori dalla porta di casa, per tanti giovani che erano abituati alla pappa pronta. Era la prima volta che ti dovevi basare su te stesso. Cavartela da solo senza mamma e papi che ti paravano il culo. Senza soldi in tasca. A 1000 km di distanza...con tuoi coetanei delle piu' svariate regionalita' e dialetti...Era un anno di crescita checche' se ne dicesse e checche' nel momento di svolgerlo non te ne rendevi conto...Treni colmi di divise che raggiungevano le caserme di destinazione dopo le licenze..con sui visi il magone per il pit stop terminato. Lasciare che le generazioni attuali si radunino su panchine per interi pomeriggi, annoiati..alla caccia dei Pokemon o della ultima App per sentirsi piu' figo dell'amico, ha castrato un processo di maturazione necessario. Un serbatoio, oltre che gratuito, di fresca forza e utile partecipazione alla vita del paese. La leva non era fare il soldato...era stare a delle regole, delle costrizioni che ti fortificavano proprio perche' le ritenevi imposizioni e di fronte a cio' ragivi, mostrando il carattere. Ma quando si usciva con le mimetiche sulle AR o i CM e ci si prodigava per il bene del paese...ti sentivi importante... Ti sentivi consapevole di una crescita personale e di una considerazione che stabilivano che la tua infanzia era finita' e si stava allontanando sempre piu'...Eliminando la leva obbligatoria e' stato impedito alle nuove generazioni di vivere questo passo importante, indispensabile per sentirsi parte attiva di un paese e consapevole della propria maturazione. I risultati in pochi anni si sono visti...Orde di bimbiminchia lobotomizzati con l'unico scopo di diventare bamboccioni a lungo termine. Masse di adolescenti di 25 anni sbragati e irrispettosi di regole e di esperienze vissute. Ma siamo in Italia, probabilmente di quelli al governo in pochi hanno fatto la Naia.